Uno studio spagnolo collega la restrizione calorica a migliori prestazioni cognitive e a una riduzione dell’infiammazione nell’ippocampo.
Il legame tra dieta e funzioni cognitive
L’adozione di una dieta ipocalorica non influisce solo sul peso e sulla salute fisica: può avere effetti diretti anche sulla mente. Secondo una ricerca dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università Autonoma di Barcellona, ridurre l’apporto calorico aiuta a preservare le capacità cognitive, grazie a un calo dei processi infiammatori e della perdita neuronale nell’ippocampo, area cerebrale fondamentale per memoria e apprendimento.
Le modificazioni cerebrali tipiche dell’invecchiamento, come aumento dello stress ossidativo, infiammazione neuronale e riduzione della plasticità sinaptica, sono da tempo considerate fattori chiave nella perdita di memoria. La restrizione calorica, già associata a un allungamento dell’aspettativa di vita, sembra intervenire anche su questi meccanismi.
Lo studio sui modelli animali
I ricercatori hanno confrontato due gruppi di ratti: uno alimentato con dieta ipocalorica e uno con disponibilità costante di cibo. I test di riconoscimento spaziale degli oggetti hanno evidenziato prestazioni migliori negli animali con regime controllato, risultato collegato a minore degenerazione neuronale e ridotta neuroinfiammazione nell’ippocampo.
Gli studiosi spiegano che questi dati confermano come modifiche alimentari accessibili possano contribuire a proteggere il cervello dall’invecchiamento, migliorando le funzioni cognitive e potenzialmente prevenendo il declino legato all’età.