Cancro, quasi un decesso su due causato da fattori evitabili: lo dice il nuovo Cancer Atlas

Il tabacco resta il principale fattore di rischio, ma pesano anche infezioni, sovrappeso, sedentarietà, dieta scorretta, alcol e radiazioni solari.

Tumori: il peso delle cause prevenibili

Quasi la metà dei decessi legati ai tumori nel mondo potrebbe essere evitata agendo su fattori modificabili. È quanto emerge dal nuovo Cancer Atlas, pubblicato da American Cancer Society, IARC e Unione internazionale per il controllo del cancro. Il report, giunto alla quarta edizione, fornisce una mappa aggiornata dell’incidenza oncologica globale, ponendo l’accento su comportamenti e condizioni su cui è possibile intervenire.

Tra i fattori di rischio segnalati ci sono il fumo di sigaretta, l’esposizione a virus oncogeni, l’obesità, la sedentarietà, il consumo eccessivo di alcol, una dieta squilibrata e le radiazioni ultraviolette. Secondo i ricercatori, migliorare la prevenzione può avere un impatto diretto sul contenimento delle nuove diagnosi.

Tabacco, virus e stili di vita

Il tabacco continua a essere il principale imputato, responsabile da solo di circa due milioni di morti l’anno e collegato ad almeno 17 tipi di tumore, incluso quello al polmone. Subito dopo si collocano gli agenti infettivi: tra gli uomini, Helicobacter pylori ed epatiti B e C sono associati a tumori di stomaco e fegato. Per le donne, il Papillomavirus (HPV) resta la minaccia principale per il tumore al collo dell’utero. Vaccini e screening sono strumenti efficaci ma ancora sottoutilizzati in molte regioni del mondo.

Il report sottolinea inoltre la crescita dell’impatto di sovrappeso e obesità, soprattutto nei Paesi ad alto reddito, con una correlazione significativa con i tumori a utero, rene ed esofago. L’alcol, da solo, è all’origine del 4% dei decessi oncologici.

Melanoma e previsioni future

Tra i fattori ambientali spiccano le radiazioni UV, responsabili del 90% dei melanomi, una forma tumorale cutanea in aumento con oltre 59.000 decessi annui. Il messaggio degli esperti è chiaro: l’adozione di strategie di prevenzione efficaci, a partire da campagne istituzionali, può fare la differenza.

Secondo Ahmedin Jemal, direttore dell’American Cancer Society, in ogni Paese si può ridurre in modo significativo l’incidenza oncologica, ma tutto dipende dalla volontà politica. Senza interventi mirati, il numero globale di nuovi casi di cancro potrebbe salire a 33 milioni entro il 2050, con 18 milioni di decessi l’anno.