Clorofilla: dalle piante alla salute umana, cosa c’è di vero

La clorofilla è diventata un trend del benessere, ma i suoi reali benefici dipendono dalla dieta, non dagli integratori.

Cos’è davvero la clorofilla

Utilizzata dalle piante per la fotosintesi, la clorofilla è un pigmento naturale presente soprattutto nelle verdure a foglia verde e nelle crucifere. È grazie a questa sostanza che le piante catturano la luce solare trasformandola in energia chimica. Di recente, però, la clorofilla è stata protagonista anche nel settore della nutrizione umana, fino a diventare un ingrediente sempre più frequente negli integratori.

“La clorofilla ha proprietà antiossidanti, analoghe a quelle dei polifenoli o dei carotenoidi”, spiega la dottoressa Jessica Falcone, biologa nutrizionista dell’IRCCS San Raffaele Turro e della RAF First Clinic di Milano. Secondo l’esperta, le verdure a foglia e le alghe come la spirulina sono le principali fonti naturali del pigmento.

Benefici reali e limiti della clorofilla

Tra gli effetti più discussi della clorofilla c’è la sua capacità di aumentare l’ossigenazione dei tessuti, grazie a una struttura molecolare simile a quella dell’emoglobina. A differenza di quest’ultima, però, la clorofilla contiene magnesio al posto del ferro. Questa caratteristica la rende utile, indirettamente, anche per il rilassamento muscolare e per il recupero post-allenamento, specialmente se assunta attraverso estratti naturali di spinaci o frullati verdi ricchi di sali minerali.

La dottoressa Falcone mette però in guardia dai fraintendimenti: “Non bisogna pensare che la clorofilla sia detox. La depurazione dell’organismo è garantita da reni e fegato, non da cibi o sostanze specifiche”.

Gli integratori servono davvero?

Gli integratori a base di clorofilla sono facilmente reperibili, ma secondo la nutrizionista non sono necessari per chi segue una dieta equilibrata. “In condizioni normali, chi consuma almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura non ha bisogno di supplementi”, precisa Falcone. Gli integratori possono avere senso solo in presenza di restrizioni alimentari o patologie specifiche.

La raccomandazione finale è chiara: piuttosto che cercare scorciatoie attraverso prodotti confezionati, è meglio puntare su un’alimentazione varia e stagionale, ricca di verdure fresche che naturalmente contengono il pigmento.