Liquirizia, benefici e rischi nascosti della pianta dolce più diffusa in Italia

Utilizzata da secoli per il suo gusto e le sue proprietà, la liquirizia può offrire benefici ma presenta anche controindicazioni importanti, soprattutto per la pressione.

Varietà diffuse e usi tradizionali della liquirizia

La liquirizia è una pianta erbacea presente in molte regioni italiane, nota anche con nomi dialettali come regolizia o glicirriza. La sua radice, dal sapore dolciastro e intenso, viene usata in diversi contesti, dalla fitoterapia alla cucina. Ne esistono tre varietà principali: la liquirizia di Spagna (Glycyrrhiza glabra var. typica), la più comune nel bacino del Mediterraneo, la liquirizia di Russia (var. glandulifera), diffusa in Europa orientale, e la liquirizia turca (var. violacea), tipica dell’area mediorientale.

L’impiego terapeutico della radice è legato alla glicirrizina, principio attivo che ha dimostrato proprietà antinfiammatorie, lenitive e antispastiche. Viene utilizzata in preparati erboristici per alleviare sintomi di gastrite, ulcera duodenale e irritazioni gastrointestinali. In ambito alimentare trova spazio in caramelle, tisane, liquori e dolci, anche grazie alla sua funzione di esaltatore del gusto.

Forma in capsule, contenuto proteico e valori nutrizionali

Sul mercato è disponibile sia in forma pura che in capsule o pastiglie. Quando si acquistano prodotti confezionati, è consigliabile verificare la presenza di zuccheri aggiunti o edulcoranti. La liquirizia pura può contenere fino a 10-12 g di proteine ogni 100 g, una quantità elevata per un alimento vegetale. Tuttavia, nelle quantità normalmente consumate, il suo apporto proteico resta marginale.

I dati nutrizionali della pianta mostrano un alto contenuto di zuccheri (oltre il 90%) e valori trascurabili di grassi e proteine. Questo la rende un alimento da consumare con cautela in alcuni regimi dietetici, soprattutto per chi deve limitare l’introduzione di zuccheri semplici.

Effetti sulla pressione e controindicazioni

Uno degli aspetti più discussi riguarda l’impatto della glicirrizina sulla pressione arteriosa. In dosi elevate, questa sostanza può causare ritenzione di sodio e liquidi, provocando ipertensione. Per questo motivo l’uso della liquirizia è sconsigliato in caso di problemi cardiocircolatori, squilibri elettrolitici o insufficienze renali ed epatiche.

È inoltre necessario prestare attenzione in caso di gravidanza, allattamento o terapie farmacologiche. La liquirizia può interagire con numerosi farmaci: diuretici, lassativi, cortisonici, contraccettivi orali e insulina. Chi assume questi medicinali dovrebbe evitarne l’uso senza un consulto medico.