Dieta chetogenica, come funziona e perché viene usata anche in ambito clinico
Regime alimentare a basso contenuto di carboidrati, utilizzato anche per scopi terapeutici, aiuta a perdere peso riducendo l’appetito e attivando i grassi di riserva.
Origini cliniche e obiettivo metabolico
La dieta chetogenica, oggi spesso seguita per scopi dimagranti, è nata inizialmente con un intento terapeutico. Circa ottant’anni fa, questo regime fu introdotto come trattamento per pazienti affetti da epilessia e altri disturbi neurologici. A spiegare l’evoluzione del suo impiego è il dottor Giuseppe Rovera, coordinatore scientifico per la riabilitazione nutrizionale dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, che sottolinea: “La dieta chetogenica è nata ottant’anni fa per curare l’epilessia e le malattie neurologiche, ma una ventina di anni fa è tornata in auge per dimagrire”.
La caratteristica principale è la drastica riduzione dell’apporto di carboidrati, con l’intento di spingere l’organismo a produrre corpi chetonici: questi vengono utilizzati come fonte energetica al posto del glucosio, forzando il corpo a bruciare i grassi per ottenere energia.
Grassi protagonisti, proteine sotto controllo
Contrariamente a quanto spesso si pensa, questo schema alimentare non è iperproteico. “A differenza di quello che comunemente si pensa, però, la dieta chetogenica è normoproteica, non iperproteica”, precisa il dottor Rovera. Le proteine vengono introdotte in misura pari a 1 grammo per chilo di peso corporeo al giorno, un quantitativo più basso rispetto alle diete proteiche classiche, che prevedono fino a 1,5 grammi per chilo.
L’apporto glucidico si aggira invece attorno al 25% delle calorie totali, circa la metà rispetto alla classica dieta mediterranea. I veri protagonisti sono quindi i grassi, sia di origine animale che vegetale, che diventano la principale fonte di energia.
Quando si può usare e per quanto tempo
Il dottor Rovera spiega anche quali siano i benefici concreti in termini di controllo dell’appetito e riduzione del peso: “Uno degli effetti della dieta chetogenica è quello di togliere l’appetito grazie ai corpi chetonici, stimolando così il dimagrimento”.
Questo tipo di dieta viene oggi applicato anche in ambito clinico, in particolare nei casi di obesità e persino in pazienti oncologici. La durata deve essere limitata. “Può essere seguita però per un periodo limitato, quattro settimane al massimo. Dopo, soprattutto se si fa sport, è meglio interromperla”.
Nel dettaglio, la dieta chetogenica prevede il consumo regolare di carne, pesce, uova, formaggi, oli, verdure, frutta secca e semi. Gli alimenti a contenuto elevato di carboidrati, come cereali, patate, legumi e frutta, vanno invece consumati con estrema moderazione. I prodotti raffinati e le bevande zuccherate, infine, vengono generalmente esclusi.