Tutti i crackers hanno dei buchi: c’è un motivo ben preciso

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Molti oggetti quotidiani, li guardiamo milioni di volte ma non ci facciamo mai la domanda sul perchè sono in una certa maniera o sulla ragione di particolari caratteristiche che presentano.

Eppure per ogni cosa c’è un motivo, e sarebbe interessante analizzare a fondo queste motivazioni per comprendere meglio la realtà intorno a noi. Non che tutte le cose abbiamo la stessa importanza, alcune sono futili, come quella di cui stiamo per parlare, ma sono altrettanto interessanti e rientrano in quel nozionismo che potremmo tirare fuori ogni tanto, magari in una serata tra amici, e dare qualche spunto interessante e fare bella figura.

Ad esempio: tutti i crackers hanno dei buchi. Vi siete mai chiesti come mai? Alcuni sono posti in modo diverso, c’è chi ne ha di più chi invece qualcuno di meno, ma tutti li presentano. In pochi sanno che però la presenza di quei buchi non è per un motivo estetico, bensì pratico. Infatti grazie a quei fori si può evitare la formazione di bolle. Altrimenti potrebbero non cuocere correttamente: i fori permettono di vapore di fuoriuscire e in questo modo i cracker restano piatti, invece di lievitare come un biscotto.

I crackers sono stati inventati nel 1792 da Theodore Pearson in Massachusetts (USA) che sperimentò un impasto di sola acqua, farina e sale per creare dei biscotti di lunga conservazione che fossero utili e funzionali per i marinai e i soldati americani durante i loro lunghi viaggi. Il primo nome che fu dato a questi biscotti fu “pilot-bread”, ma nel tempo si impose il termine onomatopeico “cracker” usato comunemente da chi li mangiava poiché masticandoli facevano “crack” in bocca, grazie alla loro friabilità.

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