Cadaveri nelle creme anti rughe: occhio ai cosmetici cinesi

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Occhio a utilizzare cosmetici provenienti dalla Cina. Fino a qualche anno fa, un’azienda cosmetica cinese usava la pelle di persone giustiziate per i prodotti di bellezza che poi venivano esportati in Europa. Lo rivelò un’inchiesta pubblicata oggi dal giornale britannico Guardian. Dalla pelle dei condannati a morte, hanno spiegato persone che lavorano per l’azienda a sedicenti clienti che in realtà lavoravano per il Guardian, viene prodotto infatti uno speciale collagene usato per prodotti per le labbra e la pelle.

Secondo l’inchiesta l’uso della pelle dei condannati a morte è del tutto “usuale” in Cina e “non è il caso di fare tante storie per questo”. Tuttavia medici e politici britannici sentiti dal Guardian hanno commentato che le obiezioni non sono solo di carattere etico, ma c’è anche un rischio potenziale di infezioni.

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Non è mai stato rivelato il nome dell’azienda cinese, che tuttavia, messa davanti a una richiesta formale del giornale, ha negato quanto invece aveva confermato poco prima a finti clienti, che si erano presentati come uomini d’affari di Hong Kong. A loro era stato invece detto che, oltre alla pelle dei prigionieri messi a morte, venivano anche utilizzati i feti abortiti.

Anzi, era stato precisato che tale uso “in Cina è considerato davvero normale”. “Mi stupisce – aveva spiegato la fonte aziendale – che nei Paesi occidentali si facciano tante storie per questo”, tanto che il governo ha chiesto alle aziende del settore di “tenere un basso profilo” su questo tipo di attività.

In Occidente, questi prodotti cinesi arrivano via Hong Kong. “Siamo all’inizio della vendita di questi prodotti – ha spiegato ancora la fonte aziendale ai finti clienti – e i clienti dall’estero sono piuttosto sorpresi che la Cina possa produrre collagene umano per meno del 5% dei costi in Occidente”.

Come detto i fatti risalgono a qualche anno, fa, ma non è escluso che terminato il clamore della vicenda, si sia ripreso con questa abitudine. Per cui evitate di acquistare cosmetici cinesi, se non volete correre il rischio di spalmarvi cadaveri di sconosciuti sulla faccia per farvi belle.

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