Alopecia areata, le cause e i sintomi

Circa 1 persona su 50 nel mondo è interessata, in misura più o meno consistente, dall’alopecia areata: si tratta di una condizione che non colpisce in maniera preferenziale un sesso rispetto all’altro e che coinvolge individui di tutte le razze. Ma in che cosa consiste di preciso questo problema? Si può parlare di un disturbo cronico di natura infiammatoria che può causare non solo la perdita dei capelli, ma anche della barba, delle sopracciglia e delle ciglia in una o più zone, così da provocare la comparsa di chiazze decisamente poco piacevoli dal punto di vista estetico, di dimensioni differenti e di forma tondeggiante.

Cosa c’è da sapere sull’alopecia areata

Come si può scoprire rivolgendosi agli esperti e agli specialisti di Cesare Ragazzi, l’alopecia areata è una condizione patologica che non riguarda unicamente il cuoio capelluto, ma chiama in causa la salute dei follicoli piliferi di tutte le parti del corpo. Si è soliti distinguere, infatti, tra l’alopecia areata universale e quella a chiazze: la prima presuppone la scomparsa dei peli in tutto il corpo, mentre la seconda determina la perdita di peli o di capelli in poche aree. Una terza condizione è rappresentata dall’alopecia areata totale, che si concretizza nel momento in cui è tutta la testa a essere colpita dal problema, con la totale perdita di capelli.

Occorre sapere che l’alopecia areata non ha niente a che vedere con l’alopecia androgenetica: quest’ultima consiste nella graduale atrofizzazione dei bulbi piliferi, per colpa della quale i capelli si trasformano, diventano sempre più sottili e si miniaturizzano. L’alopecia androgenetica è determinata da scompensi a livello ormonale, mentre è una reazione autoimmune dell’organismo umano a causare l’alopecia areata, con la conseguente perdita di funzionalità dei bulbi. Può accadere che il problema si palesi in una situazione di grande stress emotivo o quando si è malnutriti, ma un ruolo importante è quello della predisposizione genetica. Le persone che hanno a che fare con disturbi di natura immunitaria, poi, ne sono colpite in maniera particolare: è il caso di chi soffre di dermatite atopica, di artrite reumatoide, di vitiligine o di tiroidite. In quasi tutti i casi i capelli prima o poi ricrescono, anche se non è escluso che il fenomeno si manifesti di nuovo negli anni successivi.

I sintomi e la cura

Riconoscere i sintomi dell’alopecia areata è decisamente facile: la mancanza di peli e di capelli è semplice da notare e ben visibile. In alcuni casi, poi, si verificano delle alterazioni anche a livello delle unghie, che assumono un aspetto opaco, si assottigliano e diventano più fragili.

Come si può intervenire per risolvere il problema? Il primo passo da compiere consiste nell’affidarsi a un dermatologo tricologo, in modo tale da poter pianificare una terapia efficace. Certo è che si tratta di un problema che può avere ripercussioni soprattutto sul piano psicologico, anche nell’ottica delle relazioni sociali: ecco perché non va esclusa la possibilità di mettersi in cerca di un supporto ad hoc. Non mancano le soluzioni temporanee, come per esempio i tatuaggi che vanno a coprire le zone più glabre. Una terapia farmacologica di supporto si può rivelare utile anche nei casi in cui l’alopecia areata tende a sparire in modo spontaneo. L’antralina e il minoxidil al 5% sono esempi di sostanze che hanno un ruolo decisivo nel favorire la ricomparsa dei capelli, ma devono essere assunti sempre sotto controllo medico.

Per quel che concerne i rimedi naturali, si può provare a sperimentare gli effetti del succo di cipolla, dei decotti a base di radice di liquirizia e dell’olio di sesamo, da applicare sul cuoio capelluto. 

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