Trapianto di testa, il primo nel 2017 grazie a Canavero

Trapianto di testa, il primo nel 2017 grazie a CanaveroIl trapianto di testa è vicino a diventare realtà. Tutto merito di Sergio Canavero, medico italiano e direttore del Gruppo avanzato di neuromodulazione di Torino, che dopo anni di sperimentazione sembra davvero vicino all’aver messo a punto una procedura completa per questo straordinario intervento, che potrebbe per sempre cambiare il mondo della medicina. Canavero avrebbe anche trovato un volontario per la prima operazione del genere al mondo, si tratta del trentenne russo Valery Spiridinov. Se la tabella di marcia verrà rispettata e non ci saranno intoppi, il trapianto potrebbe avvenire nel 2017.

Il trapianto di testa è dunque realtà, o quantomeno lo potrebbe diventare presto. Il primo test è stato eseguito sui topi, poi toccherà all’uomo. Canavero ha dedicato gli ultimi anni della sua carriera a questo progetto, che può anche essere definito un sogno: trapiantare una testa umana.

E i suoi sforzi sembrano aver portato a risultati concreti: il successo per ora su modello animale, è del chirurgo cinese Xiao-Ping Ren, che lavora all’ospedale affiliato alla Harbin Medical University. Secondo un articolo pubblicato su ‘Cns Neuroscience & Therapeutics’, avrebbe messo a punto sui topi una tecnica che si potrà applicare anche all’uomo.

Il ricercatore cinese spiega che il ‘segreto’ della tecnica sta nello stabilire un sistema di circolazione incrociata fra donatore e ricevente e nel legare con uno speciale sistema le carotidi e le vene giugulari. Semplice a dirsi.

Fatto sta che grazie a questa metodologia, si salvaguardano le funzioni neurologiche. Il successo sarebbe dimostrato dagli elettroencefalogrammi eseguiti sui roditori. “In conclusione – dice l’esperto cinese – i nostri risultati sono ispiranti. Il metodo sperimentale che abbiamo descritto consente una sopravvivenza a lungo termine e una gestione del rischio di rigetto, portandoci più vicini all’intervento sull’uomo”. “In conclusione, i nostri risultati a breve termine con questo modello sono ispiratore,” scrivono gli autori. “Il metodo sperimentale che abbiamo descritto può permettere per la sopravvivenza a lungo termine, e quindi la valutazione del rigetto del trapianto e il ripristino del sistema nervoso centrale, portandoci un passo più vicino al trapianto nell’uomo”.

Ma quali sono le applicazioni di questo trapianto, e a chi potrebbe essere utile? Secondo Ren permetterà il proseguimento della vita a chi ha una mente sana ma un corpo devastato da molte malattie.

Canavero ha illustrato le sue teorie recentemente alla conferenza della American Academy of Neurological and Orthopaedic Surgeons, ed è convinto che nel 2017 si potrebbe avere il primo tentativo, al punto da aver chiesto a Bill Gates di finanziare l’iniziativa.

“Questo tipo di ricerche non è frivolo – sottolinea il ricercatore cinese -. Se si riuscisse a perfezionare il trapianto potrebbe essere usato per aiutare quei pazienti che hanno il cervello intatto ma il corpo non funzionante, come chi ha un trauma alla spina dorsale o malattie degenerative dei muscoli”.