Sam, prevenzione oncologica pensata per l’uomo

Sam, prevenzione oncologica pensata per l'uomo

Quando si parla di tumori si aspetta sempre la notizia di una nuova cura che possa far guarire, dimenticandosi spesso che la cosa più importante la prevenzione, vero spartiacque tra una possibile guarigione e complicazioni della malattia. In questo senso tra uomini e donne c’è ancora molta differenza, nel senso che i primi non hanno ancora metabolizzato i consigli degli oncologi di sottoporsi periodicamente a visite di controllo, che nel caso maschile costituiscono soprattutto il recarsi dall’urologo. Le donne invece, tra ginecologo ed esami al seno, sembrano molto più propense alla prevenzione. Chi se non Umberto veronesi poteva farsi promotore di una ulteriore campagna di prevenzione: “Le donne hanno capito prima che scoprire una malattia in fase precoce può fare la differenza.

‘Sam – Salute Al Maschile’, promossa dalla Fondazione sua omonima “per creare una nuova cultura della prevenzione”. si prefigge proprio lo scopo di spiegare agli uomini quanto sia importante stare sotto controllo. I dati parlano chiaro: 8 su 10 non sono mai andati da un urologo, e l’85% dei pochi che l’hanno fatto si è deciso solo perché stava male. In generale, meno del 40% si sottopone regolarmente a controlli medici di routine, e tra chi lo fa le visite urologiche sono in fondo alla classifica con un misero 6%.

“Negli anni passati – ha spiegato oggi a Milano, per presentare la campagna – abbiamo dedicato molti sforzi alla prevenzione dei tumori femminili, ma ci siamo accorti che abbiamo trascurato un po’ il punto di vista maschile. E invece è fondamentale, perché gli uomini da soli non si controllano e non vanno a farsi controllare: per questo dobbiamo ‘forzarli’, per scoprire i tumori in fase precoce”. I controlli vanno fatti sin da giovani, “perché ci sono tumori che esordiscono a queste età, come quello del testicolo, e poi per tutti i possibili problemi di infertilità che vanno trattati per tempo”.

Tra le malattie più frequenti: il varicocele colpisce un maschio italiano su 4 dai 15 ai 25 anni, fino al tumore del testicolo che fra gli under 40 fa registrare 2.200 nuovi casi all’anno e potrebbe essere diagnosticato in tempo educando i giovani all’autopalpazione.

E allora cosa dovrebbe fare un uomo per stare sotto controllo? “Tre consigli preziosi per qualunque uomo: il primo è essere sempre attenti alla propria salute. Il secondo è andare regolarmente dall’urologo o comunque dal medico, fin dall’età più giovane. E il terzo è quello di essere fiduciosi nella scienza medica, che è molto migliorata rispetto anche solo ad alcuni anni fa, ed è in grado di rispondere ai bisogni di ogni persona”.

Occhio al grande classico, la prostata: i 35enni possono sperimentare l’ipertrofia prostatica benigna, mentre la prostatite interessa un over 65 su 4. L’impotenza, che colpisce oltre 3 milioni di italiani con un picco fra gli ultra 50enni, può riguardare anche i 40enni. Ci sono poi i tumori di vescica (26 mila diagnosi l’anno, di cui 21 mila nei maschi) e prostata (36 mila all’anno). Chi ottiene una diagnosi precoce e mirata ha speranza di guarire dalle neoplasie maschili di oltre l’80%.

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