Medicina

Arriva il super medico di famiglia con il progetto InNova

Arriva il super medico di famiglia con il progetto InNova

Il medico di famiglia come punto di riferimento più “completo” per tutta una serie di esami clinici. E’ il progetto della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) che con InNova in quattro regioni italiane (Marche, Toscana, Umbria e Puglia) già dalla prossima estate provvederà a fornire un implemento funzionale relativo agli studi dei medici di base.

In questo modo i pazienti potranno effettuare esami dal proprio medico di famiglia subito, a “chilometro zero” e senza più code, accettazioni e spese aggiuntive che si trasformano spesso anche in attese pericolose e che impediscono a volte di affrontare il problema di salute tempestivamente. Con il vantaggio anche di avere come interlocutore il proprio medico di famiglia, che conosce la storia clinica del paziente meglio di chiunque altro e con il quale il più delle volte si ha anche un buon rapporto di confidenza e di fiducia. Insomma addio al medico di famiglia utile solo per le prescrizioni dei farmaci o per qualche consiglio su febbre e raffreddore. Con questo progetto si vuole fornire tutti gli studi dei medici di famiglia di una serie di dispositivi come spirometri, elettrocardiogrammi e holter pressori e di connettere il complesso di dispositivi in maniera telematica. In questo modo potrà essere proprio il medico di famiglia a chiedere un eventuale ulteriore parere al medico specialista di riferimento, ammortizzando tempi e costi e ottimizzando diagnosi e terapia del paziente.

“Questa scelta si rende necessaria per far fronte allo tsunami dei malati cronici che già oggi rischia di travolgere la sanità e che in futuro sarà sempre più difficile da contenere“, spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg, sottolineando “che i singoli colleghi dovranno sviluppare specifiche competenze senza però diventare “mini-specialisti”. In 4 Regioni ‘pilota’, Marche, Umbria, Toscana e Puglia, i primi 100 medici, con un carico di 150.000 cittadini, saranno preparati per dare il via alle prime Unità di Medicina Generale. La Bpco è la prima patologia ‘test’ su cui i medici puntano l’attenzione: riguarda il 4,5% della popolazione ed è in costante aumento soprattutto negli ‘over 65’, per i quali arriva a un’incidenza del 20%. I costi di gestione di questa malattia si aggirano attorno a 1,8 miliardi di euro l’anno, ma potrebbero essere abbattuti di circa il 50% investendo su prevenzione, diagnosi e trattamento precoce. L’80% dei casi potrebbe essere gestito dal medico di famiglia avvalendosi dello specialista solo per i casi più complessi.

“Questo progetto – continua Milillo – rappresenta la nuova proposta professionale che la Fimmg formula per la riorganizzazione e la riqualificazione della sanità territoriale in occasione del rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale. I primi 100 medici che faranno parte del progetto ‘pilota’ consentiranno di valutare se questa impostazione possa davvero rappresentare un’evoluzione in grado di offrire un concreto contributo alla sostenibilità del Sistema sanitario nazionale. Se il progetto confermerà i risultati attesi sarà replicato anche in altre aree della cronicità”.