
Scatta l’allarme ambrosia, con gli esperti che avvertono: le allergie aumenteranno. Il polline di ambrosia rischia di diventare un vero e proprio flagello per chi soffre di allergie. In Europa, secondo un nuovo studio pubblicato da ‘Nature Climate Change’, entro il 2050, i pollini nell’aria di questa pianta invasiva quadruplicheranno. Tutta colpa del cambiamento climatico che favorisce la sua proliferazione, per la preoccupazione di chi è allergico.
“Circa un terzo di quest’aumento è dovuto alla dispersione naturale dei semi, ed è indipendente dai cambiamenti climatici – scrivono i ricercatori -. Il resto è imputabile ai cambiamenti del clima e dell’utilizzo dei terreni che estenderanno l’habitat della pianta verso nord ed est Europa, e aumenteranno la produzione di pollini nelle aree dove è già presente a causa dell’aumento della CO”. L’ambrosia con foglie di artemisia rappresenta un serio rischio per la salute umana quale pianta allergenica attraverso il polline. Il polline di ambrosia è tra i più potenti fattori scatenanti della raffreddore da fieno e/o della rinite allergica.
I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Climate Change* da un team di scienziati del progetto europeo Atopica che ha delineato lo scenario futuro dei pollini di Ambrosia e dell’aria in Europa. Il team internazionale dei ricercatori di Atopica – Atopic diseases in changing climate, land use and air quality – è coordinato da Michelle Epstein della Medical University of Vienna. I partner italiani del progetto Atopica sono tre: per le indagini molecolari sulle coorti, da Milano, l’Università Vita-Salute San Raffaele con un gruppo di ricercatori guidati da Dejan Lazarevic, per gli studi sul clima l’International Centre for Theoretical Physics (Ictp) Abdus Salam di Trieste con il team coordinato da Filippo Giorgi e, sempre da Trieste, per la disseminazione dei risultati della ricerca Promoscience, impresa dell’AREA Science Park specializzata in soluzioni ICT, grafica e comunicazione scientifica.
Il cambiamento climatico può estendere la distribuzione potenziale di ambrosia, di conseguenza l’espansione più a nord in Europa sembra probabile. In Europa nei prossimi anni ci sarà una vera invasione di ambrosia, una pianta fortemente allergenica originaria degli Usa già presente anche da noi soprattutto al Nord. Le zone già colpite, Pianura Padana compresa, vedranno un aumento delle concentrazioni in atmosfera che potrà arrivare a quattro volte. Chi è allergico all’ambrosia, spiega Gianluigi Marseglia del direttivo della Società Italiana di Allergologia Pediatrica, potrebbe essere sensibile anche ad alcuni cibi. “Alcuni componenti molecolari dell’ambrosia infatti sono in comune con determinati alimenti – spiega – fra cui carota, banana, anguria, sedano. Gli allergici all’ambrosia, oltre ai sintomi respiratori, posso quindi manifestare anche altri sintomo, come ad esempio il gonfiore della lingua”. Originaria del Nord America, Ambrosia artemisiifolia è una pianta dal polline altamente allergenico, causa di rinite, congiuntivite e asma.
La pianta, particolarmente diffusa in Ungheria, Italia (nella parte occidentale della Lombardia) e Francia (soprattutto nelle regioni della Borgogna, dell’Alvernia e del Rodano-Alpi), ne produce in gran quantità in agosto e settembre, mesi in cui si raggiunge un picco, estendendo fino all’autunno, per le persone sensibilizzate, il periodo delle allergie.