Alimentazione

Distributori automatici con cibo di qualità, progetto salute Eat

Distributori automatici con cibo di qualità, progetto salute EatDistributore automatico è spesso sinonimo di junk food, cibo spazzatura che fa male e fa ingrassare. Merendine, snack al cioccolato, patatine, bevande zuccherate. Di certo nei distributori automatici non si coltiva l’educazione alimentare. Il progetto del Gruppo ospedaliero San Donato va controcorrente con EAT, progetto sull’alimentazione che si propone di rivoluzionare il modo di mangiare in ristoranti, catering, distributori automatici in modo da eliminare il cibo spazzatura e insegnare a mangiare bene. Ma Eat non vuol dire privazione, solo mangiare bene. E infatti nei distributori Eat non manca il cioccolato – rigorosamente fondente – accanto a insalate con olio extravergine d’oliva, macedonie di frutta, noci e mandorle, frullati, yogurt con probiotici, biscottini salutari e, ovviamente, acqua.

Un progetto che affonda le radici cnel 2009 quando Gilda Gastaldi Rotelli ha avviato un progetto che ha coinvolto circa duemila ragazzi di seconda e terza media provando a educarli nell’alimentazione. Con il risultato che insistendo sul far mangiare loro frutta e verdura gli studenti obesi sono diminuiti del 10 per cento. Ora si va oltre. Cominciando dai 18 ospedali del gruppo che ha già cambiato i menu eliminando elementi come l’olio di palma e di cocco. E adesso si passa ai distributori automatici che conterranno solo cibo di qualità. Infine alla clinica Madonnina aprirà un ristorante aperto a tutti e «non sarà uno da 200 euro a pasto» ha assicurato Paolo Rotelli, vicepresidente del GOSD.

“Siamo impegnati nella prevenzione – ha proseguito Rotelli – perché secondo alcuni studi per la prima volta nella storia dell’umanità le nuove generazioni potrebbero avere un arco di vita in buona salute più breve dei loro genitori, non potevamo non agire in particolare sull’educazione alimentare. Inizieremo contaminando le abitudini alimentari dei milanesi. Vorremmo trovare un accordo con l’amministrazione cittadina per posizionare in diversi punti della città i distributori a marchio EAT. Alimentazione sostenibile. Si tratta di una vera rivoluzione, un’alternativa al cibo spazzatura che ci viene proposto in ogni angolo dall’ambiente cittadino”.