Tecnostress: essere sempre connessi fa ammalare

Tecnostress: essere sempre connessi fa ammalareLa tecnologia aiuta, semplifica, diverte, ma stressa anche. L’allarme lo lancia l’Associazione italiana formatori salute e sicurezza sul lavoro (Aifos), con un occhio particolare a quanti sono costretti a utilizzare pc e simili per lavoro e finiscono per entrare in un vortice di tensione che può fare ammalare.

I dati sono emersi in seguito a una ricerca di Netdipendenza Onlus condotta per conto di Aifos, e raccontano che a soffrire di malessere tecnologico sono 45 lavoratori italiani su cento.Bisognerebbe avere il coraggio e la forza di sire stop, per permettere a cervello e fisico di recuperare, ma pochi riescono a farlo. Quanti si portano internet anche a letto, con smartphone e tablet, per non parlare dei weekend e delle vacanze? L’indagine è stata condotta su un campione di 1.009 lavoratori digitali: quasi 9 su 10 dichiarano di usare frequentemente dispositivi mobili connessi a Internet per motivi di lavoro.

I sintomi sono i più disparati: si passa dal mal di testa alle difficoltà di concentrazione, dagli sbalzi d’umore alla stanchezza fino ad ansia, attacchi di panico e gastrite. Il bombardamento della rete comporta stress da stimolo eccessivo, con informazioni che arrivano contemporaneamente attraverso messaggini, chat, email e telefonate.

Tra i sintomi più frequenti del tecnostress, riconosciuto nel 2007 come nuova malattia professionale, c’è il mal di testa (44,5%), il calo della concentrazione (35,4%), il nervosismo e l’alterazione dell’umore (33,8%), tensioni neuromuscolari (28,5%), stanchezza cronica (23,3%), insonnia (22,9%), ansia (20,4%), disturbi gastro-intestinali (15,8%), dermatite da stress (6,9%). Tra i sintomi più gravi alterazioni comportamentali (7,1%), attacchi di panico (2,6%) e depressione (2,1%).

Questa abitudine di non staccare mai può “favorire rischi per la salute: da un lato – spiega Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus – i sintomi del tecnostress tra cui mal di testa, ansia, ipertensione, insonnia, depressione, disturbi alla memoria, attacchi di panico, e dall’altro l’elettrosmog, cioè l’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici emessi da smartphone e tablet”.

Non va dimenticato che tutto ciò comporta essere sempre al centro, a casa e non solo, di una esposizione eccessiva ai campi elettromagnetici emessi dai smartphone, tablet e stazioni Wi-Fi. Quali danni possa provocare, la scienza non è ancora in grado di stabilirlo. Bene non fa: “Molti sintomi dell’elettrosmog sono simili a quelli del tecnostress, come ad esempio il mal di testa, il calo della concentrazione, l’insonnia. Bisogna approfondire l’impatto di questi due rischi e valutare correttamente il sovraccarico informativo cognitivo e i livelli di emissioni di campi elettromagnetici. E’ questa la nuova sfida da affrontare per difendere la salute dei lavoratori digitali”, dice Di Frenna.

E allora staccate tutte le volte che potete. Se andate a fare una passeggiata, lasciate a casa il telefono. Se andate in bagno, leggete un giornale. Vedrete che non accadrà nulla di brutto se non controllate Whatsapp o la mail per un paio d’ore. La salute vi ringrazierà.

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