Energia pulita dai gusci di noci: scommessa di Russ Lester

Energia pulita gusci noci scommessa Russ LesterLa frutta secca e le noci in particolare sono ormai diventate un punto di riferimento per quanti desiderano un alimento completo dall’elevatissimo valore biologico con effetti benefici per l’organismo. Che le noci possano diventare però anche una fonte di energia pulita, in pochi l’avrebbero immaginato. ma come sempre le idee più brillanti nascono da intuizioni geniali, e non fa eccezione il signor Russ Lester, produttore di frutta secca americano, che si è messo in testa di trasformare i gusci delle noci della sua azienda in fonte di energia, grazie alla produzione di un particolare biogas. Un carburante che lo aiuta a far fronte ai costi e al potere inquinante delle fonti energetiche domestiche e industriali classiche. Il tutto in maniera pulita e soprattutto economica, considerato che ricicla i gusci delle noci, altrimenti materiale di scarto della sua azienda.

Un bel metodo per risparmiare all’atmosfera Co2 e gas serra. Ma come ci è riuscito: ha fatto ricorso a speciali forni, capaci di essiccare i gusci delle noci. In questo modo è riuscito a riconvertire la frutta secca in energia pulita che. Va detto che il risultato è energia limitata e poco fluida, ma visto il costo zero del carburante usato, in questo caso gusci che sarebbero andate buttate, il bilancio è comunque positivo. A conferma di ciò il fatto che la scoperta è stata approvata nel corso delle recentissima Yale Climate Connections. La filosofia che c’è dietro è il vero punto di forza dell’idea: produrre gas in modo naturale a partire da residui organici e da quel particolare processo di sedimentazione e fermentazione che consente di impiegare batteri e microrganismi per trasformare sostanze solide in altrettanti fonti combustibili gassose. In questo modo non serve più metano o altri combustibili fossili.

Il problema è che i risultati raggiunti finora consentono di ottenere dai biogas un minor livello di combustione rispetto alle fonti energetiche tradizionali. ma si tratta comunque di una strada da perseguire, quantomeno per limitare le immissioni di Co2 e per continuare a cercare fonti alternative.