Lo stress è un nemico subdolo di difficile individuazione, ma che costa miliardi di euro alle casse dello Stato in termini di produttività. Per stress, infatti, sono tantissime le assenze dal lavoro degli italiani, cosa che incide sul bilancio nazionale e comporta anche una riduzione delle giornate festive ufficiali, considerato che individualmente di giornate lavorative mancate ce ne sono già tante.
Le assenze dal lavoro per stress sono state oggetto di una ricerca condotta dalla Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) nell’ambito del progetto “Benessere organizzativo”. Lo studio ha provato a quantificare i mancati guadagni per lo stato causati dalla mancata produttività connessa allo stress accumulato sul posto di lavoro. Ebbene questi casi, in costante aumento nel nostro Paese, possono costare alle casse statali qualcosa come 3 miliardi di euro all’anno.
Lo stress sta stratificandosi nella nostra società fino a costituire una vera e propria nuova epidemia sanitaria, capace di colpire ogni anno circa un lavoratore su 4. Il risultato è un complesso di assenze pari a 30 milioni di ore. La Fiaso ha spiegato che lo stress dipende da una serie di fattori legati ad uno stile di vita sempre più frenetico, con orari imposti, traffico, difficoltà legate alla crisi. In tutto ciò bisogna essere sempre efficienti e in forma nonostante spesso non si sia al top. Tutto ciò alla fine incide sull’equilibrio psico-fisico di fronte alle pressioni lavorative.
Lo scopo del progetto-laboratorio che ha coinvolto 19 Asl italiane è quello di formare i lavoratori in modo da supportarli dal punto di vista strettamente psicologico. In questo modo dovrebbero diminuire le continue assenze e il ricorso a cure mediche per autentiche patologie neurologiche.
“Curare l’organizzazione che cura”. È questo il compito del benessere organizzativo in sanità, a cui FIASO ha dedicato un Laboratorio di ricerca nato nel 2010, che ha appena terminato il suo secondo biennio di studio. La mission istituzionale di un’Azienda sanitaria, intesa come “prendersi cura dei cittadini”, deve infatti essere accompagnata dal “prendersi cura del personale” che eroga le prestazioni. Lo “stare bene al lavoro” dei dipendenti, oltre a migliorare la loro qualità della vita, ha un impatto diretto sull’efficienza e la qualità del servizio erogato, con ricadute positive su tutta l’Azienda e sui cittadini-pazienti.