
La pigrizia non è solo un vizio, è un rischio per la salute. La sindrome della morte da sedentarietà è una vera e propria malattia, secondo gli specialisti dell’Academy of Medical Royal Colleges, che sottolineano come troppa inattività possa comportare disturbi cardiovascolari, diabete e addirittura tumori. L’attività fisica è la medicina ideale, difficile da far mandare giù agli italiani, pigri per antonomasia, addirittura al 17esimo posto tra i 20 Paesi più pigri al mondo con 24 milioni di sedentari cronici. I dati sono stati resi noti dalla Federazione Medico Sportiva Italiana. Anche l’Organizzazione Mondiale della sanità batte forte su questo tasto, cercando di spiegare come la sedentarietà e la mancanza di attività fisica regolare siano tra le principali cause di morte nel mondo.
Abbiamo chiesto un parere sull’argomento alla dottoressa Giulia Vincenzo, Biologa Nutrizionista: “Sicuramente la pigrizia incide molto sull’aspettativa di vita nel senso che una ridotta o assente attività fisica predispone all’aumento di peso, a sua volta correlato all’insorgenza di malattie metaboliche come i problemi cardiovascolari e il diabete di tipo 2.
Negli ultimi decenni lo sviluppo tecnologico ha reso la vita molto più sedentaria sia nel lavoro che nel tempo libero, determinando una drastica riduzione dell’attività fisica sia per gli spostamenti che per il tipo di lavoro in sè. Anche perdere peso sta diventando più difficile per via di questo cambiamento: è molto più facile ingrassare per via della facile reperibilità di cibi ipercalorici e di porzioni extralarge, ma non vi è l’ottica di svolgere un’adeguata attività fisica per smaltire le calorie ingerite.
L’attività fisica ha talmente tanti benefici che è difficile menzionarli tutti insieme, partendo dalla risposta insulinica che grazie allo sviluppo della massa muscolare migliora notevolmente, dalla produzione di endorfine che quindi hanno un effetto positivo sull’umore e lo stato di benessere e infine il noto effetto anti-stress”.