Addio ad Alberto Bevilacqua, 79 anni, grande scrittore, regista, sceneggiatore. Era ricoverato da tempo per problemi cardiaci. Bevilacqua era nato a Parma. E’ stato uno scrittore di grande popolarità, autore di molti volumi di narrativa e poesia come “La califfa”, che tradusse lui stesso in film nel 1970.
Ha vinto il Premio Campiello nel 1966 per “Questa specie di amore”, premio Strega nel 1968 per “L’occhio del gatto”, premio Strega nel 2000 per “La polvere sull’erba”. Non stava bene da tempo. Aveva da diversi anni una grave malattia. La camera ardente sarà allestita nella clinica romana Villa Mafalda.
Ma c’è un giallo. In merito alla sua degenza a Villa Mafalda è stata aperta un’inchiesta per lesioni colpose dalla Procura di Roma. Tutto è nato dalla compagna di Bevilacqua, Michela Macaluso, che aveva presentato un esposto. Stando alla tesi della donna, nella clinica romana non venivano somministrate le terapie adeguate.
Michela Macaluso non era sposata con lo scrittore e dunque non poteva legalmente pretendere il trasferimento in altra struttura. Per questo si era rivolta all’autorità giudiziaria. Bevilacqua era in terapia intensiva dal 2012. La direzione della clinica ha già spiegato che lo scrittore era costantemente monitorato e seguito da un’equipe medica. Ma nel frattempo è stata autorizzata una autopsia.