A ridosso di agosto si smuove finalmente qualcosa in merito ai Tfa speciali, i tanto attesi corsi organizzati dal ministero dell’Istruzione che serviranno a consentire l’abilitazione all’insegnamento di qualcosa come 80mila docenti precari.
Il primo passo è stato il regolamento pubblicato giovedì 4 luglio 2013 in Gazzetta Ufficiale, ma oggi potrebbero esserci aggiornamenti, sempre in Gazzetta ufficiale. E’ emerso che relativamente ai requisiti di partecipazione, non si potrà prendere in considerazione l’anno scolastico 2012/13 in corso.
Il regolamento spiega che “possono partecipare i docenti non di ruolo, ivi compresi gli insegnanti tecnico pratici, che, sprovvisti di abilitazione ovvero di idoneità alla classe di concorso per la quale chiedono di partecipare e in possesso dei requisiti previsti al comma 1, abbiano maturato, a decorrere dall’anno scolastico 1999/2000 fino all’anno scolastico 2011/2012 incluso, almeno tre anni di servizio in scuole statali, paritarie ovvero nei centri di formazione professionale”.
Per quanto riguarda il calcolo tre anni, è emerso che “è valutabile il servizio effettuato nella stessa classe di concorso o tipologia di posto, prestato per ciascun anno scolastico per un periodo di almeno 180 giorni ovvero quello valutabile come anno di servizio intero”.
Infine niente selezione in ingresso per i Tfa speciali: “L’iscrizione ai percorsi formativi abilitanti speciali non prevede il superamento di prove di accesso”.
Il mondo della scuola è in agitazione: “Al pari dei docenti abilitati con TFA ordinario anche gli aspiranti all’abilitazione con TFA speciale (PAS) rivendicano la piena valutabilità del servizio nelle graduatorie di istituto, nonchè l’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento”.
Il ministro Carrozza: “La scuola tiene unito questo Paese e non è cosa da niente aver studiato sugli stessi libri e avere le stesse rad
ici culturali. Gli insegnanti sono una forza, sebbene malpagati e accusati di non fare niente. Bisogna collegare la cultura alla scuola, perché non esiste cultura senza scuola. Ci sarà una fattiva collaborazione tra il ministero dell’Istruzione e quello della Cultura, che in Italia sono separati. Nel decreto sul lavoro appena emanato la scuola c’è e questo è già un segnale importante. Ma, dopo anni di tagli, ora c’è da pensare a investimenti e risorse non tanto per la scuola pubblica, ma per la Pubblica Istruzione a 360 gradi: la vera sfida per la rinascita dell’Italia.
La rinascita potrà avvenire solo se i giovani saranno messi nelle condizioni di riprendere a credere in se stessi e nel proprio futuro, specialmente nella possibilità di mantenere o migliorare, tramite la formazione e il lavoro, lo status sociale dei propri genitori. Perché il Paese rischia perché il figlio dell’operaio non sogna più”.
APPELLO A TUTTI COLORO CHE CREDONO CHE LA QUALITA’ DELL’INSEGNAMENTO SI MISURI TRAMITE IL MERITO DIMOSTRABILE MEDIANTE PROVE OGGETIVE E NON TRAMITE LA PURA ANZIANITA’ DI SERVIZIO:
BOICOTTIAMO I TFA SPECIALI, SANATORIA DELL’INCOMPETENZA
NEI TFA ordinari coloro che potevano vantare anzianità di servizio sono risultati ESAGERATAMENTE AVVANTAGGIATI nelle graduatorie di accesso.
Ora nuovamente con i TFA speciali o PAS si vuole favorire sempre gli stessi soggetti, tutelati dai sindacati e da una “politica di facciata” che rivendica solo diritti egoistici di categoria.
Se le Istituzioni si interessassero veramente al bene comune volto alla costruzione di un efficace sistema di istruzione dovrebbero ABOLIRE I TFA SPECIALI e promuovere invece i meritevoli mediante una attenta SELEZIONE.
Sarebbe quindi semplicemente logico e giusto riattivare i TFA ordinari ricalibrando i punteggi aggiuntivi dovuti al servizio.