Riforma Pensioni Letta: la staffetta generazionale

La riforma pensioni Fornero ha avuto molti plausi dagli economisti, ma se gli italiani aspettano con ansia la riforma pensioni Letta è perchè la realtà quotidiana non corrisponde a quella dei conti dello Stato che dicono che tutto va per il meglio.


Basti pensare che secondo le statistiche, oltre 7,2 milioni di pensionati Inps, vale a dire il 52,1% del totale percepisce meno di 1.000 euro al mese. Una cifra che chiaramente impedisce di condurre una vita serena affrontando spese normali.

Il reddito pensionistico medio è di 1.131 euro. In totale, sono sotto 1.000 euro il 77% degli assegni. La soglia diventa drammatica se si pensa che percepiscono meno di 500 euro 2,39 milioni di pensionati, il 17,2% del totale. Le donne percepiscono importi in media inferiori a quelli degli uomini.


Una delle strade che il governo Letta con le nuove riforme vorrebbe percorrere p quella della staffetta generazionale, vale a dire pensionare prima i dipendenti anziani in cambio di posti di lavoro, magari a tempo indeterminato, per i giovani.

Una soluzione che non vede convinti molti economisti, secondo cui si tratta di un meccanismo che parte dal presupposto che i posti di lavoro, per quel che riguarda il numero, sono fissi e non variabili.
Riforma Pensioni Letta: la staffetta generazionale
Senza dimenticare il paradosso che sarebbe un sistema illusorio di redistribuzione dei posti di lavoro, anche perchè mandare più persone in pensione troppo presto aumenta il costo del lavoro e crea ulteriori pressioni sul sistema pensionistico.

1 commento su “Riforma Pensioni Letta: la staffetta generazionale”

  1. PRESENTARE UNA DEROGA SOLO PER IL COMPARTO SCUOLA Q96 E’ UN ALTRA INGIUSTIZIA SOCIALE NEI CONFRONTI DI TUTTI GLI ALTRI LAVOATORI PRIVATI E PUBBLICO CHE NEL 2012 FACEVANO 96 PERSONALEMTE IO DIPENDENTE PRIVATO POSTE ITALIANE CHE HO PROMOSSO LA PETIZONE PER I NATI NEL 1952 CHE NEL 2012 FACEVANO 96 (35 ANNI DI CONTRIBUTI E 61 ANNI DI ETA) OPPURE (36 ANNI DI CONTRIBUTI E 60 ANNI DIETA) E HO POSTO IL PROBLEMA CHE NELLA SALVAGUARDIA AVEVANO OMESSO IL PUBBLICO IMPIEGO E QUINDI ANCHE I DIPENDENTI DELLA SCUOLA.. ADESSO FANNO IL CONTRARIO…LA QUOTA 96 VA SALVATA TUTTA PRIVATO E PUBBLICO E FARE DISTINZIONE SAREBBE UN’ENNESIMA FAZIOSITA POLITICA STIMOLATA SOLO DAL CONSENSO POLITICO DISTINGURE ILAVORATORIPUBBLIE PRIVATI E FUORI DA OGNI LOGICA E FINO A QUANDO SI CERCHERANNO DI RISOLVERE I PROBLEMI SPACCANDO LA CLASSE LAVORATRICE E SALVAGUARDANDO SOLO LE CORPORAZIONI L’ITALIA NON MIGLIORERA MAI E FAREMO LA GUERRA DEIPOVERI QUESTO I IPOLITICI LO SANNO BENE E STIMOLANO LA COSA
    Novità pensioni scuola: per i docenti Carrozza chiede una deroga alla riforma Fornero
    09-06-2013
    • Irene Canziani
    Il ministro dell’istruzione Carrozza propone di usare le vecchie regole per chi doveva andare in pensione nel 2011/12.

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