Il Pd e il Pdl sembrano aver trovato l’accordo per un governo di scopo, che serva a traghettare l’Italia verso acque più tranquille in una convivenza forzata che vede Enrico Letta premier e con ogni probabilità Alfano vice con una squadra di ministri condivisi.
Una decisione che fa storcere il naso a molti e che sta trovando l’opposizione di Sel e Movimento 5 Stelle, ma che potrebbe servire quantomeno ad affrontare le questioni più urgenti, come quella delle casse integrazioni e degli esodati, e quella di mettere a punto una nuova legge elettorale che faccia scomparire il porcellum, fonte di molti mali di questa fase storica del Paese. Una volta fatta la legge elettorale, con ogni probabilità si tornerà a votare, considerato che l’esito delle urne di febbraio non ha certo consentito un quadro di governo chiaro. In questo senso ci si chiede quali sono le intenzioni di voto degli italiani.

La sensazione è che il pd sia uscito con le ossa rotte da questa situazione, con le dimissioni di Bersani e un vuoto di potere ancora da colmare. Movimento 5 Stelle sembra stabile e a godere della situazione potrebbe essere il Pdl. Nelle intenzioni di voto per il Senato il centrodestra è al 39% contro il 35% di appena sette giorni fa. Al secondo posto c’è il centrosinistra, che perde un punto scendendo al 31,1% e ritornando sul dato delle politiche.
Scende a sorpresa Grillo che dal 23,8% di febbraio scende sotto la soglia del 20%. Invece è più largo il vantaggio di Berlusconi alla Camera con il 37,7% contro il 29,6% del centrosinistra. A Montecitorio Grillo si attesta al 21,2 %, comunque in calo sia rispetto alle politiche che al precedente sondaggio.