Quanto può valere nei sondaggi l’appoggi al Pd di un simbolo degli scorsi anni come Romano Prodi? E’ quello che si chiedono nel centrosinistra e soprattutto nel centrodestra, dopo la comparsa a sorpresa a Milano dell’ex presidente del consiglio che annuncia ‘saremo coesi’.
I sondaggi sono fermi, nella settimana che porterà al voto del 24 e 25 febbraio, ma la sensazione è che si tratti di una mossa a sorpresa studiata da tempo per tamponare la risalita nelle proiezioni, innegabile, di Berlusconi.
Bersani spiega agli italiani che con il Pd l’Italia uscirà dal buio, mentre Vendola assicura che non sarà un elemento di disturbo: “Nel futuro governo io non sarò un elemento di disturbo ma garanzia di governabilità e stabilità. Non rincorrerò Bersani per tirarlo per la giacchetta, il necessario è che il futuro premier indichi la strada della giustizia sociale e della lotta alla povertà”. “Qui la sfida non è con i barbari sognanti ma con quelli ‘trafficanti’, come Maroni e i leghisti. Trafficanti di sogni e appalti sulla pelle del nord”.

Ma in tutto questo sembra continuare a riscuotere successo Giannino, ormai separata proprio da Berlusconi, che si dice convinto di essere temuto da quelli che lui definisce i partitosauri. Berlusconi con toni provocatori annuncia di volersi ubriacare nel caso in cui Monti avesse una brutta delusione dalle urne.
Di Grillo dice che si tratta di un pericolo per la democrazia. Casini e Fini invece colgono la palla al balzo per contrattaccare Berlusconi spiegando che a loro sembra già ubriaco.