In vista delle elezioni 2013 di fine febbraio, Monti capisce di poter avere un ruolo chiave e alza la voce: il leader del Pd dovrà fare delle scelte, e con lui al momento non c’è alcun accordo. Il riferimento è all’apertura dei giorni scorsi di Bersani nei suoi confronti.
Lo stesso Bersani conferma che nei programmi del Pd esiste una apertura al Centro, ma che il polo già costituito non si tocca. Completamente diversa la posizione di Vendola, che si definisce incompatibile con Monti. E avverte Bersani: non bisogna rovinare il centrosinistra. Berlusconi capisce il pericolo e parla di voto a Monti che indirettamente favorirà proprio Bersani. Giannino stesso definisce Monti una corrente del Pd, mentre Grillo va giù duro e spara nel mucchio: bisogna mandare tutti a casa.
Veniamo alle dichiarazioni:
“Immagino che se Bersani è interessato, come ha dichiarato, a una collaborazione con le forze che rappresento, dovrà fare delle scelte all’intero del suo polo” dice il premier uscente e leader di “Scelta civica”, Monti, rispondendo così, indirettamente, al leader di Sel, Vendola, che aveva definito il centrosinistra “inconciliabile” con Monti. Comunque, chiarisce Monti, “non c’è alcun accordo tra me e Bersani né con un’ altra forza politica. Il tema delle alleanze verrà dopo il voto”. “Il voto non utile per i moderati? E’ quello PdL-Lega – dice Monti -. Il possibile ritorno della maggioranza PdL-Lega mi fa leggermente rabbrividire”.
Bersani: La convergenza “si fa alla prova dei programmi”. Il Pd “è alternativo a Berlusconi e Lega, chiedo il 51%,ma lo userò come il 49, e quindi sono disponibile a discutere con Monti” Smentite le proposte di desistenza a Ingroia e alla sua Rivoluzione civile. Su Berlusconi:”Non sento fiato sul collo, e un suo sorpasso lo vedo col binocolo”.Con il centrosinistra l’occupazione tornerà a crescere, promette. E in vista del vertice Ue sul bilancio, avvisa Monti:no tagli su lavoro e crescita.

Sondaggi: Berlusconi con la sua coalizione raggiunge il 26,6%, con il Popolo delle libertà al 19,2%.
La Lega Nord è al 4,1% e i partiti minori al 3,3%. Mario Monti sale dal 16,2% al 17,7%. La sua lista civica è al 12,5%, con l’Unione di centro al 4,4% e i partiti minori allo 0,8%.
Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al 12,9%. Perde lo 0,3% Rivoluzione civile di Antonio Ingroia, ora al 4,2%.