L’invecchiamento cerebrale e la demenza sono un argomento molto delicato. Un argomento di grande interesse collettivo, dal momento che, con l’incremento delle aspettative di vita, aumenta la percentuale della popolazione che “invecchia” ed è dunque esposta a patologie connesse all’età.
Tra le malattie degenerative più diffuse, il morbo di Alzheimer, che, colpendo la memoria e la capacità di pensare, può causare stati di confusione, deliri, allucinazioni e cambiamenti del comportamento e minare così la dignità della persona.
La Dr.ssa Gironi, neurologa presso il CAM di Monza e presso l’Istituto di Neurologia Sperimentale del San Raffaele di Milano, descrive gli aspetti scientifici dell’invecchiamento cerebrale, illustrando la fisiologia del cervello e il limite tra senescenza e malattia. “Il morbo di Alzheimer colpisce prevalentemente le persone anziane oltre i 65 anni, età a partire dalla quale, la probabilità di essere colpiti da demenza raddoppia circa ogni 5 anni. I malati di Alzheimer sono, nel mondo, circa 35 milioni, una cifra allarmante, che trova riscontro anche nei dati nazionali: in Italia le persone affette da questa patologia sono più di 800 mila”.
La Dr.ssa Alberoni, neurologa e dirigente medico presso il centro Santa Maria Nascente della Fondazione Don Carlo Gnocchi, descrive i meccanismi biologici della demenza e della farmacoterapia con cui viene trattata convenzionalmente. “Oggi la scienza ci dà la possibilità di individuare alterazioni cerebrali che sono avvisaglie della malattia molti anni prima che compaiano i sintomi clinici – spiega la dottoressa -. Ciò è possibile attraverso alcuni marcatori biologici su liquor e la PET. Per questa ragione, il progresso della ricerca scientifica in questo ambito rappresenta la chiave di volta per la prevenzione e la cura della patologia”.

Il Dr. Giugiaro, docente del progetto Global Health, presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino, parla della medicina naturale nella cura e nella prevenzione. “Lo stress ossidativo” ha spiegato “è all’origine di molte malattie: il danno da radicali innesca numerose forme degenerative, che colpiscono una popolazione con un indice di vecchiaia in progressivo aumento. E’ importante, tramite apposite analisi, inquadrare precocemente il danno da stress ossidativo, per poterlo combattere assumendo, in modo e quantità corrette, gli antiossidanti necessari.”