Il redditometro è il nuovo incubo degli italiani, non solo di quelli che non pagano le tasse. Anche coloro che sono in regola hanno paura di finire nella rete del fisco nel caso in cui risultino delle spese sproporzionate rispetto al proprio reddito. E se si finisce nell’occhio del ciclone, poi tocca al contribuente giustificare le spese. Altrimenti sono guai. E chissà in vista delle prossime elezioni 2013 come cambieranno le cose.
A tal proposito si parla di “evitare un uso disinvolto delle informazioni non verificate”. Lo dice il presidente della Corte dei conti Giampaolino, parlando del nuovo redditometro e auspicando che gli uffici abbiano “massima attenzione e massima cautela” nell’uso dei dati. “Esistono situazioni – ha sottolineato Giampaolino – in cui la titolarità formale di utenze e canoni non coincide con coloro che ne supportano l’onere finanziario. In questi casi occorrerà che gli uffici procedano con grande attenzione”.
Il redditometro rafforzerà la lotta all’evasione fiscale, che pesa per 100120 miliardi e “grava in un quadro già provato dalla crisi economica”. Così il direttore dell’Agenzia delle entrate Befera. Non ci sarà criminalizzazione della ricchezza, ha detto il vicedirettore Di Capua, spiegando che “i controlli saranno meno di 40mila l’anno”. Lo scopo del redditometro, ha detto Di Capua, è “intercettare le forme di evasione spudorata, i finti poveri: non è uno strumento di accertamento di massa”. Non saranno considerati gli scostamenti di spesa di 1000 euro al mese (12mila all’anno) rispetto al reddito.