Bellezza

Chirurgia estetica, anche la droga tra le cause

“L’Italia risulta il terzo paese in Europa per consumo di cocaina con il 7% di individui adulti tra 15 e 64 anni che almeno una volta hanno fatto uso di cocaina, al primo posto si colloca la Spagna con il 10,2% ed al secondo posto il Regno Unito con il 7,4%. – ha dichiarato il Dr. Mezzana chirurgo estetico – Se andiamo ad analizzare i legami tra chirurgia estetica e consumo di cocaina, in primo luogo si è notato un incremento delle richieste di interventi di rinoplastica. La cocaina è potentissimo agente vasocostrittore, nell’assunzione per via nasale può creare una distruzione a livello del setto e della piramide nasale che spesso necessita l’intervento del chirurgo plastico. A ricorrere alla rinoplastica soprattutto giovani maschi adulti.”

“Per la sua azione vasocostrittrice, inoltre, la cocaina pregiudica molto l’esito di interventi di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica in cui, per necessità tecniche, a porzioni di cute viene ridotta la vascolarizzazione come ad esempio per il lifting facciale, l’addominoplastica, la riduzione mammaria o la rinoplastica, con rischio di necrosi e alterazioni della cicatrizzazione. L’uso di cocaina, può inoltre accelerare il metabolismo delle sostanze che vengono infiltrate per fare
modificazioni volumetriche, (come l’acido ialuronico reticolato) e la cute dei pazienti invecchia più rapidamente. Un legame ancora non stabilito, ma è un’evidenza di tutti i giorni per chi pratica la nostra attività”.
Chirurgia estetica, anche la droga tra le cause
“Un altro grave danno che l’uso di cocaina può provocare è legato all’aumento del rischio cardiovascolare – continua il Dr. Mezzana – Durante un intervento in anestesia locale o generale questo rischio aumentato si può percepire. Ma esiste anche un altro problema molto grande quello del consenso informato, della scelta consapevole se sottoporsi o no all’intervento di chirurgia plastica estetica; l’intervento non è necessario e deve essere affrontato come libera scelta dettata da una necessità
profonda, senza alcuna leggerezza, il cocainomane può fare scelte più avventate di un individuo che non faccia uso della sostanza” conclude Mezzana.