Ci sarà lo sciopero generale della scuola sabato 24 novembre. Uno sciopero che durerà tutta la giornate e che vedrà il suo culmine nella manifestazione nazionale a Roma. Ma le iniziative sono molteplici, eccole nel dettaglio:
immediata sospensione delle attività non obbligatorie svolte nelle scuole dal personale docente e ata
assemblee in orario di servizio che si terranno contemporaneamente in tutte le scuole il 13 novembre
richiesta di incontro con i segretari dei partiti che compongono l’attuale maggioranza, per chiedere la cancellazione dal testo del disegno di legge di stabilità delle misure che, stravolgendo unilateralmente il contratto di lavoro,
determinerebbero un forte aumento dell’orario di servizio dei docenti abbassandone di fatto le retribuzioni
presìdi presso le sedi politiche e parlamentari
sospensione delle relazioni sindacali col Ministero dell’Istruzione
Insomma la scuola alza la voce e lo fa con questa giornata di scioperi indetta dai segretari generali di Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Fgu.
La notizia dell’ultimora è che UIL, Cisl, Snals e Gilda FGU a conclusione dell’incontro a Palazzo Chigi per l’emanazione dell’atto di indirizzo all’ARAN previsto per il recupero della validità del 2011 per la progressione economica e il relativo pagamento degli scatti di anzianità hanno revocato lo sciopero. Resta in campo solo la FLC CGIL.
Intanto nei giorni scorsi era arricata la lettera aperta del Ministro Profumo, la riportiamo integralmente:
“Cari studenti, cari professori, sono consapevole che il grande disagio che le piazze esprimono – in particolar modo quelle animate da tanti giovani e studenti – trascende dalle politiche scolastiche. I giovani, a ragione, sono preoccupati del futuro e questo è un tema che chiama tutti alla responsabilità comune, per uscire insieme dalla crisi e promuovere le opportunità in un’ Italia che deve riprendere a crescere. Tuttavia mi preme rispondere, per quanto riguarda le preoccupazioni espresse sul tema della scuola, alle sollecitazioni che ho ascoltato in questi giorni. L’ascolto è parte del mio lavoro, e molte volte ho dialogato con il mondo della scuola – insegnanti e studenti in particolare – e continuerò a farlo.
Non riesco dunque a demonizzare le proteste delle ultime settimane, perché ritengo che una certa dose di conflitto e dissenso sia salutare per la democrazia. Ma certamente la democrazia ha anche il dovere di regolare le forme della protesta, in modo da garantire i diritti di tutti i cittadini e lavoratori. Anche di quanti, come gli agenti di pubblica sicurezza, sono stati e saranno nelle strade e nelle piazze per garantire l’incolumità dei manifestanti stessi e dei cittadini. E’ per questo che mi auguro che tutte le iniziative di protesta della giornata di sabato si svolgano pacificamente, nel rispetto reciproco.

Ascolteremo ancora, con attenzione, le proposte e le critiche che giungeranno: siamo consapevoli e preoccupati per la mancanza di risorse destinate a scuola, università e ricerca. Il mio impegno, mano a mano che il Paese uscirà dall’emergenza, ha l’obiettivo di invertire la rotta degli ultimi anni, per far tornare l’istruzione e la formazione il primo punto dell’agenda per il nostro sviluppo futuro.
Colgo l’occasione di questa mia lettera per fare chiarezza su uno dei punti che più hanno suscitato le proteste: il disegno di legge 953, detto comunemente “ddl Aprea”. Ritengo doveroso specificare che tale proposta è stata formulata e discussa in piena autonomia dal Parlamento, con la partecipazione di tutte le forze politiche. Dunque non c’è alcuna diretta responsabilità del Governo, né mia personale, nelle proposte ivi contenute. Peraltro, in alcun modo ho partecipato alla stesura del testo o ne ho mai condiviso l’impianto. Auspico, invece, che tutte le forze politiche sappiano ascoltare il dissenso di vaste parti del mondo della scuola e intendano recepire le opportune proposte di modifica durante la discussione attualmente avviata al Senato.
Il Governo – sulla vicenda dell’orario dei docenti – ha dimostrato, in occasione della discussione della legge di stabilità, di saper cambiare idea dopo aver ascoltato e tastato il polso della scuola italiana. E’ per questo che ho ritenuto di dare parere favorevole, già nella competente commissione parlamentare due settimane fa, all’emendamento soppressivo della proposta di innalzamento dell’orario settimanale dei docenti. Ho sempre pensato infatti che le capacità di governare siano sinonimi di flessibilità, pragmatismo e capacità di ascolto. Ribadisco questa mia personale convinzione anche ora, nella mia responsabilità di ministro”.