Oggi 20 novembre 2012 in tutto il mondo si celebra la giornata dell’infanzia e dell’adolescenza. I dati messi in luce dall’Istat, dall’Unicef, da Save the Children e dalle altre organizzazioni sono sconvolgenti.
Sono tantissimi i bambini vittime di sfruttamento. Fanciulli che vivono in diverse parti del mondo che hanno però due cose in comune: l’assenza dei riconoscimenti dei propri diritti e la giovinezza.
Sono tanti, anzi troppi i bambini che vivono ogni giorno una vita che non gli appartiene.
In tutto il mondo sono 215 milioni i minori sfruttati e la metà di questi è coinvolta in forme di sfruttamento e traffico illegale.
Molti di loro sono nati in zone del mondo dove c’è povertà e guerra.
Parliamo di paesi africani, sudamericani o asiatici. Sono questi i principali luoghi in cui sono presenti i bambini soldato, bambini vittime di sfruttamento di ogni tipo.
Oggi ci vogliamo concentrare proprio sui bambini soldato.
Esaminando i dati emerge che ad oggi sono migliaia i minori impiegati negli eserciti regolari e nei gruppi armati di opposizione in 85 paesi del mondo.
Più di 250.000 di questi prendono parte ai combattimenti in 35 paesi, e ben 120.000 solo nel continente africano.
La maggioranza di questi hanno dai 15 a 18 anni ma ci sono reclute anche di 10 anni e la tendenza che si nota è verso un abbassamento dell’età. Decine di migliaia corrono ancora il rischio di diventare soldati.
Secondo una recente indagine la maggioranza dei bambini soldato appartiene a queste categorie:
-ragazzi separati dalle loro famiglie (orfani, rifugiati non accompagnati, figli di single);
-provenienti da situazioni economiche o sociali svantaggiate (minoranze, ragazzi di strada, sfollati);
-ragazzi che vivono nelle zone calde del conflitto.
Ad oggi, 20 novembre 2012, sono tantissimi i bambini costretti a tenere un fucile in mano.
Questi ragazzini non vanno a scuola e non giocano al contrario dei loro coetanei occidentali.
L’Africa è certamente l’epicentro del fenomeno dei bambini soldato.
Le Nazioni Unite stimano che nella guerra in Liberia abbiano combattuto approssimativamente 20.000 bambini.
Secondo recenti dati emerge che oltre 250 milioni di bambini vivono per strada senza una famiglia senza qualcuno che si prenda cu
ra di loro.
Sono proprio loro le prime vittime dell’economia illegale, del crimine organizzato e dei conflitti armati.
Molti bambini vengono reclutati a forza altri ancora scelgono volontariamente di diventare soldato. Spesso questi ultimi sono spinti dalla povertà, dall’alienazione e dalla propaganda.
Ecco una testimonianza sconvolgente “Mi sono arruolato nell’esercito quando avevo 14 anni, perché ero convinto che il solo modo di riavere i miei genitori o di impedire che le cose andassero avanti in quel modo fosse far parte dell’esercito e ammazzare chi era responsabile dell’uccisione dei miei genitori. Ma, vedi, la cosa più inquietante è che, una volta che mi sono arruolato e ho cominciato a combattere, mi sono ritorvato ad ammazzare genitori di altri bambini e dunque a creare una spirale di vendetta… “.
Spesso, tutti noi, siamo soliti lamentarci per qualsiasi cosa. Ogni giorno siamo pronti a puntare il dito contro qualcuno e a polemizzare su tutto. Non ci rendiamo però conto che proprio in quel momento (quando ci lamentiamo o litighiamo) c’è un bambino che ha perso la sua infanzia.
Li fuori ci sono bambini che ogni giorno lottano per sopravvivere. Spesso dovremmo ringraziare di essere nati dalla parte fortunata del mondo.