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Concorso insegnanti 2012: requisiti e 17 macro classi

Novità in merito al concorso per la scuola che sta facendo tanto discutere. Queste le ultime dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’Istruzione Profumo.

Il Ministro chiarisce in merito alle classi di concorso. “I posti in palio con il primo bando riguarderanno le classi di concorso in cui non ci sono più persone in graduatoria.

Il lavoro per individuare tali classi di concorso è già stato avviato dal Ministero. In questi giorni si sta procedendo ad una sorta di ‘mappatura e probabilmente il concorso riguarderà 17 macro-classi”.


Sono ancora tanti i dubbi in merito al concorso che vede disponibili quasi 12 mila cattedre.

Ancora confusione sui requisiti per accedere al concorso. Chi può prenderne parte? Solo gli abilitati.

E tutti gli altri che fine fanno? I candidati Tfa?

Che fine faranno gli under 30? Non sembrano essere tagliati fuori completamente.

Per loro è previsto un 10-15 % dei posti.

Altro problema riguarda tutti coloro che hanno vinto il concorso nel 1999 e che per anni non sono mai stati inseriti in ruolo.

E se chi prova il concorso non lo supera cosa accade? L’insegnante continua a rimanere in graduatoria in attesa di accumulare il punteggio necessario per essere chiamato dallo Stato?

Oppure si innesca un automatica cancellazione del candidato dalle graduatorie?Concorso insegnanti 2012: 17 macro classi

E i nuovi laureati che fine fanno? Dovrebbe funzionare così: prima bisogna iscriversi al TFA. Una volta superato bisogna aspettare un altro anno.

Una volta presa l’abilitazione e perso un altro anno di tempo, bisogna partecipare al concorso.

Tra dubbi e domande continuano dunque le polemiche in merito a quello che viene definito ‘concorso farsa’. Il Coordinamento Nazionale Lavoratori Precari della Conoscenza FLC CGIL condanna duramente l’operato del Ministro Profumo e questo nuovo concorso.

Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc Cgil spiega: “Profumo svela qual è il vero obiettivo dei concorsi: cancellare le graduatorie e gettare nella disperazione i precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole.

Il ministro considera il lavoro una merce che si utilizza quando serve e poi si può buttare nel cestino”.