Le Pussy Riot sono state condannate a due anni senza condizionale e il mondo protesta per una sentenza giudicata eccessivamente severa nei confronti del gruppo punk russo.
Le offese contro Putin, cantate in un pezzo durante una esibizione in una chiesa non sono andate giù al tribunale, che ha provveduto a una condanna esemplare.
Per le tre componenti delle Pussy Riot è arrivata una condanna con l’accusa di vandalismo e istigazione all’odio religioso. Tutta colpa dell’esibizione dello scorso 21 febbraio contro Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.
La sentenza, lunghissima, spiega anche che: «Le imputate erano consapevoli della natura offensiva delle loro azioni e del loro aspetto. La loro intenzione era attirare l’attenzione del pubblico con una vasta risonanza, offendendo non soltanto i dipendenti della cattedrale ma anche l’intera società».
Questa la traduzione della canzone che sta causando un mare di guai alle Pussy Riot, ma il clamore che la vicenda sta suscitando lascia immaginare che la cosa non finisca qui: «Madre di Dio, Vergine, caccia via Putin! Caccia Puntin, caccia Putin! Sottana nera, spalline dorate. Tutti i parrocchiani strisciano inchinandosi. Il fantasma della libertà è nel cielo. Gli omosessuali vengono mandati in Siberia in catene. Il capo del Kgb è il più santo dei santi. Manda chi protesta in prigione. Per non addolorare il santo dei santi le donne devono partorire e amare. Spazzatura, spazzatura, spazzatura del Signore. Spazzatura, spazzatura, spazzatura del Signore. Madre di Dio, Vergine, diventa femminista. Diventa femminista, diventa femminista. Inni in chiesa per leader marci, una crociata di nere limousine. Il prete viene oggi nella tua scuola. Vai in classe, portagli il denaro. Il Patriarca crede in Putin. Quel cane dovrebbe piuttosto credere in Dio. La cintura della Vergine Maria non impedisce le manifestazioni. La Vergine Maria è con noi manifestanti. Madre di Dio, Vergine, caccia via Putin. Caccia via Putin! Caccia via Putin!».
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