Google con il suo Doodle dedicato oggi ricorda uno dei personaggi più affascinanti e misteriosi della storia americana. Parliamo della celebre aviatrice a stelle e strisce Amelia Earhart, nata in Kansas il 24 luglio del 1897. Un logo che la mostra vicino a uno dei suoi aerei, con sulle ali impresso il logo Google.
Aviatrice che nella sua avventurosa vita è riuscita a stabilire diversi record, prima di far perdere le sue tracce durante un volo sull’Oceano Pacifico. Un mito che vive ancora oggi, alimentato dalla sua scomparsa ancora oggi priva di qualunque spiegazione. Non solo aviatrice. Anelia Earhart ha legato il suo nome indissolubilmente al volo, ma è stata anche apprezzata autrice.
Il fatto però che sia stata la prima donna a volare in solitaria sull’Oceano Atlantico le è valso un posto nella storia americana e non solo. Ha poi condiviso le sue esperienze con il mondo grazie ai suoi ottimi libri, best seller che parlano dei suoi voli con il celebre aereo Lockheed Vega. Un volo effettuato durante io 1932, esattamente il 21 maggio quando con un viaggio durato 14 ore e 56 minuti la Earhart riuscì ad attraversare l’Oceano Atlantico.
Partì da Terranova per giungere a Londonderry, nell’Irlanda del Nord. Ma non era la sua prima impresa, perchè non si può dimenticare il fatto che l’8 aprile 1931 a bordo dell’autogiro Pitcairn Pca-2 riuscì a stabilire il record mondiale di altitudine portandosi fino a 18415 piedi. Non contenta, scrisse il suo nome nei libri di storia attraversando il Pacifico a bordo del suo aereo.
Partì da Oakland per arrivare a Honolulu. Poi l’episodio della sua scomparsa: era intenta a completare una delle sue imprese più entusiasmanti, il giro del mondo in aereo, quando scomparve improvvisamente nel 1937 vicino l’isola di Howland, nell’Oceano Pacifico. le ricerche mobilitarono gli Stati Uniti e anche il governo, con l’allora presidente Roosevelt che non esitò a usare 9 navi e 6 aerei investendo milioni di dollari per ritrovarla. Fu tutto invano. Ancora oggi le ricerche proseguono, ma sembra svanita nel nulla, inghiottita da quel cielo che tante volte aveva sorvolato e che era stato la sua vita.
Swcondo il Daily Mail e Discovery News, l’aviatrice potrebbe essere atterrata in una delle isole di Nikumaroro, tutte disabitate. Nel 2010, il Tighrar aveva trovato dei frammenti ossei attribuibili ad Amelia e dei gusci di tartaruga aperti con un oggetto affilato, oltre ad alcuni oggetti per la cura della bellezza femminile tipici di quell’epoca: rossetti e lozioni per il corpo. Pare che i cosmetici siano stati trovati nella zona più remota dell’atollo, in direzione Sud-Est, dove nel 1940 fu rinvenuto uno scheletro umano poi scomparso.
Una delle ipotesi più accreditate per spiegare la sua scomparsa fu che la donna fosse una spia caduta in quell’occasione prigioniera dai giapponesi.
Nel 2009 è stato girato anche un film biografico sulla sua vita dal titolo “Amelia”, con Richard Gere e Hilary Swank nel ruolo dell’aviatrice.
La certezza è che già da viva era entrata nel mito, e che la sua scomparsa misteriosa non ha fatto altro che accrescerlo. A tal punto che oggi Google le dedica un affascinante logo.