Incredulità. E’ questo che sta provocando la notizia della morte di Giovanni Traina, ragazzo di 18 anni di Porto Emepdocle (Ag), con la passione per fare il dj, che ha deciso di togliersi la vita.
Un gesto estremo incomprensibile, soprattutto quando avviene per volontà di un ragazzo così giovane, con tanti amici, con tante passioni. Un ragazzo che ha deciso di condividere la sua decisione su Facebook, annunciandolo ai tantissimi amici che ha sulla sua pagina.
Amici che non potevano credere stesse parlando sul serio. A conferma che chi lo conosceva bene, almeno così sembra, mai avrebbe potuto immaginare che si sarebbe impiccato nel magazzino accanto alla sua abitazione.
Giovanni andava bene a scuola, aveva tante passioni, aveva tanti amici. Aveva anche una ragazza, ma l’aveva persa. E questa sembra per gli inquirenti l’unica pista da seguire per cercare di arrivare alla soluzione di una morte misteriosa.
Raramente si dà la notizia di una persona che si toglie la vita. Non la si dà per rispetto della persone stessa, della sua intimità, per rispettare il dolore della famiglia. Ma la scomparsa di Giovanni fa discutere, proprio perchè ha annunciato il suo gesto su Facebook.
E spesso, si tratta magari di psicologia spicciola ma probabilmente ha un fondo di verità, chi annuncia di voler fare una cosa simile lo fa per chiedere aiuto. Magari per trovare qualcuno che corra da lui e gli parli, lo consoli, lo riporti alla realtà.
Purtroppo nessuno l’ ha fatto, e non si può colpevolizzare alcuno per questo. I suoi amici hanno attribuito a quelle parole solo il senso di una provocazione. Qualcuno ci ha scherzato su, qualcuno ha cercato di tirarlo su di morale con qualche frase, pensando com’è lecito che si trattasse solo di un modo per dire ‘sono triste’.
E invece Giovanni evidentemente non era solo triste, era logorato, e ra sfinito. Da una vita e da un mondo, questo emerge dalle sue parole, in cui non si riconosceva più e che evidentemente lo faceva sentire così a disagio da fargli sentire la necessità di scappare via. 
La sua sembra una famiglia normale, di lavoratori, di affetti. Chissà cosa è scattato nella sua mente. Una decisione che ha provato a condividere, ma che nessuno è stato in grado di prendere a tal punto sul serio da correre da lui per fermarlo. Non ci sono colpevoli, c’è solo tanta tristezza.