Un nemico silenzioso e sottovalutato, proprio per questo particolarmente pericoloso. Eppure il tumore all’endometrio è una malattia che in Italia viene diagnosticata a qualcosa come 7.700 donne ogni anno. Sembra strano, ma nonostante il suo nome non dica molto ai più, è il tumore più diffuso per quel che riguarda l’apparato genitale femminile.
Il numero di casi altissimo è reso ancora più drammatico dal fatto che secondo gli esperti i casi di tumore all’endometrio sono in continuo aumento. Ecco perchè diventa fondamentale la prevenzione, ed è quello che stanno cercando di fare gli esperti in occasione della Conferenza Nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica, a Mestre. Sensibilizzazione e informazione possono essere armi efficaci per ridurre l’incidenza. Si sa, in questi casi intervenire tempestivamente può davvero fare la differenza. Secondo gli esperti, il cancro all’endometrio colpisce soprattutto in menopausa, ma può insorgere anche in età più giovane.
I sintomi sono inequivocabili: nel 90% dei casi si presenta con un sanguinamento vaginale. Il problema è che spesso questo sintomo non costituisce un allarme da parte delle donne e viene sottovalutato. Di positivo c’è che comunque nella maggior parte delle statistiche, addirittura nel 70% dei casi il cancro all’endometrio viene diagnosticato in uno stadio iniziale quando è ancora possibile intervenire e pensare a una cura.
«Fortunatamente nella stragrande maggioranza dei casi riconoscere precocemente la presenza del carcinoma dell’endometrio è possibile e semplice: dà luogo a perdite ematiche che, soprattutto in menopausa, devono sempre mettere in allarme. In questi casi è bene fare una visita dal ginecologo che può procedere con ulteriori analisi per capire di cosa si tratta».
Il dottor Pignata, direttore della Struttura di Oncologia Medica Uro-Ginecologica all’Istituto Tumori Pascale di Napoli: «In questi casi servono linee guida condivise su come procedere, servono più studi scientifici e nuovi farmaci, mentre le ricerche procedono un po’ a rilento. Ma in Italia sta partendo una sperimentazione con farmaci antiangiogenetici rivolta alle pazienti con tumore in stadio avanzato».
Il tumore dell’endometrio colpisce in particolare le donne in sovrappeso e obese. Il dottor Cascinu, responsabile dell’Oncologia medica all’Azienda ospedaliera universitaria di Ancona, ha dichiarato “Ecco perché è ancor più importante cercare di controllare il proprio peso e prestare particolare attenzione in chi è esposto agli altri fattori di rischio noti per questa malattia: menarca precoce e menopausa tardiva (che causano un aumento di esposizione agli estrogeni), infertilità, diabete mellito, alterazioni genetiche (per chi ha altri casi di tumori dell’endometrio o del colon nelle donne della famiglia), terapia con tamoxifene (farmaco antitumorale utilizzato nella terapia del carcinoma mammario».

Sintomi: il tumore dell’endometrio si manifesta con sanguinamento vaginale anomalo (in particolare durante la menopausa); abbondanti perdite vaginali (spesso maleodoranti), dolori nella zona pelvica o alla schiena; perdita di peso.
Ci sono 4 stadi della malattia. Nel primo il tumore è limitato al corpo dell’utero; nel secondo il cancro ha colpito la cervice; nel terzo stadio il tumore si è diffuso oltre l’utero; nel quarto ha raggiunto vescica, retto, linfonodi pelvici e altre zone come ossa o polmoni.