Morosini: morto a Pescara, video tragedia

Una tragedia sconvolge il calcio italiano e comporta la sospensione di tutti i campionati: Piermario Morosini, giocatore del Livorno, viene colpito da infarto e forse anche da ictus durante il primo tempo di Pescara-Livorno di serie B. Dopo qualche ora di speranza, il giovane non è sopravvissuto ed è deceduto intorno alle 17.

Morosini era in coma farmacologico e sembrava stesse reagendo, ma poi è arrivata la tremenda notizia della morte del giocatore. Il Milan ha appreso della decisione della Federcalcio mentre effettuava il riscaldamento. Fa discutere la decisione di sospendere tutti i campionati. Il ragazzo, che aveva già perso il padre e la madre quando era ancora piccolo, lascia un vuoto incolmabile nella sua squadra e nei suoi amici. Le immagini in diretta sono tragiche e danno il senso del dramma vissuto da Morosini.

Il centrocampista ha provato tre volte a rialzarsi, ma alla fine si è accasciato definitivamente. Ci sono anche molte polemiche sui soccorsi, perchè secondo indiscrezioni l’ambulanza è entrata con cinque minuti di ritardo. Pare per colpa di un’auto dei carabinieri che ostruiva l’entrata: per spostarla è stato necessario rompere il vetro del finestrino.


Il dott. Paloscia, responsabile dell’Unità Coronarica dell’Ospedale di Pescara: «Quando sono sceso in campo Morosini era in arresto cardiaco e respiratorio, abbiamo praticato il massaggio cardiaco per un’ora e mezza prima solo manualmente e poi con diversi sMorosini: morto a Pescara, video tragediatrumenti, ma non c’è stato nulla da fare. Non si può dire se la causa sia cerebrale o cardiaca, questo può stabilirlo solo una eventuale autopsia».

Mino Favini del settore giovanile dell’Atalanta: “Un ragazzo d’oro, sempre prodigato ad aiutare la famiglia. Questo era Piermario Morosini. So già cosa mi dovete chiedere. E’ una notizia orribile. E’ cresciuto all’Atalanta con me, l’ho visto giocare da piccolissimo. Era un ragazzo fantastico, che aiutava tutti. In primis la famiglia. Viveva per la sua famiglia. Eppure, che ragazzo sfortunato. I genitori persi entrambi prematuramente, il fratello e la sorella con handicap fisici. Il fratellino si è tolto la vita quando lui aveva appena 16 anni. Insomma, una vita davvero sfortunata. Lo prese l’Udinese da noi, era molto bravo. Ha avuto una bella carriera, era rispettato dai compagni. Tutti credevano in lui”.

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