E’ polemica in seguito all’emanazione
esto del cosiddetto Quinto conto energia. Si tratta di un testo che stabilisce il nuovo meccanismo di incentivi per il settore fotovoltaico.
Contestualmente via libera anche a un decreto speciale per stabilire gli incentivi destinati alle altre fonti energetiche rinnovabili che producono energia elettrica.
Con questo nuovo testo cambiano diverse cose. Si comincia dalla modifica a partire dal 2013 degli incentivi per il fotovoltaico che aumenteranno di tre miliardi di euro rispetto ai sei previsti dal regime fino a poco fa in vigore.
Non solo: questo decreto diventerà operativo quando sarà raggiunta la soglia dei 6 miliardi di euro di incentivi per il fotovoltaico. Le prime stime parlano della possibilità di raggiungere questa soglia tra luglio e ottobre 2012.
Da non sottovalutare la parte del testo secondo cui per accedere al sistema di incentivazione, gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 kW dovranno essere iscritti obbligatoriamente in appositi registri del Gse. Previsto anche un limite annuo di potenza incentivabile e un criterio di priorità per le installazioni sugli edifici.
Il Presidente del GIFI-ANIE, Valerio Natalizia: “Il fotovoltaico è un’enorme opportunità da cogliere senza esitazioni. Il Governo, con il decreto firmato ieri, invece di disinibire lo sviluppo sostenibile del settore ha posto le basi per il rapido dissolvimento della filiera nazionale. In questo modo si vanificano gli investimenti fatti ed i 6 miliardi di spesa annui già impegnati per i prossimi 20 anni”.
Il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini: “E’ evidente il mancato confronto con le associazioni e le aziende del settore. Nei decreti ministeriali varati ieri c’è qualche passo avanti ma si rischia di bloccare lo sviluppo delle fonti pulite con i tetti annui alle installazioni, il complicato sistema delle aste e l’obbligo dei registri per gli impianti che tolgono ogni certezza agli investimenti. I limiti annui fissati per le diverse fonti, inoltre, rendono impossibile raggiungere gli obiettivi europei al 2020″.
Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future: “Il metodo è evidentemente sbagliato: si tratta di un decreto fatto ‘in solitaria’ – ha commentato – senza mai condividere il testo con le associazioni delle rinnovabili che l’hanno ripetutamente richiesto. Un sistema che non può funzionare. L’unico operatore che sembra essere coinvolto nel processo decisionale, secondo notizie stampa non smentite, sarebbe Enel, dai cui computer risulterebbero essere transitate alcune delle bozze in circolazione finora”.
Già con il VI Conto energia un produttore di pannelli fotovoltaici ha portato i libri in tribunale con un problema sociale di 200 disoccupati. Con questo taglio ulteriore taglio del 35% gli unici pannelli che verranno montati saranno di fabbricazione cinese: il mercato rirerà in direzine opposta a quella indicata dal Governo.
Avanti con il “Rigor Mortis” un’epidemia già certificata dall’ISTAT.