Charles Dickens: logo Google dedicato a un genio della letteratura

Dopo una unga pausa che, diciamolo francamente, aveva un po’ spaventati gli appasisonati, torna il logo di Google con due proposte consecutive. Dopo il logo dedicato a Truffaut, ecco che oggi il Doodle di Mountain View ci fa nuovamente compagnia con un omaggio al grande Charles Dickens. Gennaio aveva visto omaggiare soltanto Federico Fellini, questo inizio di febbraio invece è caratterizzato da una doppietta interessantissima che omaggia una grande del cinema e un grande della letteratura.

Questo 2012 dunque segna una inversione di tendenza, almeno per il momento, nelle scelte di Google per quel che riguarda i soggetti cui dedicare il logo. Se la gran parte dei loghi solitamente sono dedicati a personaggi che possono essere considerati minori, spesso sconosciuti a più, i primi tre di quest’anno sono dedicati a grandissimi personaggi della storia e dell’arte in generale.

Oggi il logo di Dooodle celebra il duecentesimo anno dalla nascita del grande scrittore, studiato nelle scuole anche italiane, soprattutto in quelle che dedicano ampio spazio alla lingua inglese e alla sua letteratura.

Questo l’elenco dei suoi romanzi: Il Circolo Pickwick (The Posthumous Papers of the Pickwick Club) (1836), Le avventure di Oliver Twist (The Adventures of Oliver Twist) (1837-1839), Nicholas Nickleby (The Life and Adventures of Nicholas Nickleby) (1838-1839), La bottega dell’antiquario (The Old Curiosity Shop) (1840-1841), Barnaby Rudge (1841), Martin Chuzzlewit (1843-1844), Dombey e Figlio (Dombey and Son) (1846-1848), David Copperfield (1849-1850), Casa desolata (Bleak House) (1852-1853), Tempi difficili (Hard Times) (1854), La piccola Dorrit (Little Dorrit) (1855-1857), Racconto di due città (A Tale of Two Cities) (11 luglio, 1859), Grandi speranze (Great Expectations) (1860-1861), Il nostro comune amico (Our Mutual Friend) (1864-1865), Il mistero di Edwin Drood (The Mystery of Edwin Drood) (non portato a termine) (1870)

Questi invece i suoi racconti: Il naufragio della Golden Mary (The Wreck of the Golden Mary) (1856), Canto di Natale (A Christmas Carol) (1843), Le campane (The Chimes) (1844), Il grillo del focolare (The Cricket on the Hearth) (1845), La battaglia della vita (The Battle of Life) (1846), Il patto col fantasma (The Haunted Man and the Ghost’s Bargain) (1848), Perdersi a Londra (Gone Astray) (1853), Passeggiate notturne (Night Walks) (1860), Mugby Junction (Mugby Junction) (1866).

Charles Dickens è stato un famoso romanziere inglese, uno dei più noti nella letteratura mondiale, e un grande esponente dell’epoca vittoriana . E’ stato maestro del genere narrativo, che si caratterizzava con una certa dose di humour e ironia, giocando anche su una critica acuta sociale. Nel suo lavoro vengono incluse le descrizioni di persone e luoghi, reali e immaginari. A volte ha usato la pseudonimo di Boz.

La critica ha applaudito la sua padronanza della lingua inglese unica, e la caratterizzazione di personaggi indimenticabili, raccontati con profonda sensibilità sociale. Tuttavia, ha anche ricevuto critiche da parte i suoi lettori per il suo sentimentalismo e per la descrizione talvolta di personaggi irreali e grotteschi.

I suoi romanzi e racconti godono di grande popolarità, e ancora vengono pubblicati continuamente. Dickens ha scritto romanzi a puntate, il formato usuale oggi nelle fiction. Una formula vincente, per la semplice ragione che non tutti hanno le risorse finanziarie per comprare un libro, e ogni nuova puntata delle sue storie era atteso con grande entusiasmo per la loro lettori, nazionali e internazionali. Dickens era ed è tuttora venerato come un idolo letterario dagli scrittori di tutto il mondo.

Biografieonline scrive che i romanzi di Dickens, pur con risultati differenti, rappresentano uno dei momenti più alti del romanzo sociale dell’Ottocento un misto di prosa giornalistica e classica affabulazione con un marcato occhio sensibile verso la realtà sociale e le esigenze del lettore con il quale crea una comunicazione sempre di alto livello. Le sue descrizioni di ambienti, situazioni e personaggi rappresentano un affresco fondamentale per comprendere la società inglese del diciannovesimo secolo.


Una descrizione che non può non trovare tutti d’accordo. Ecco alcune frasi celebri di Charles Dickens:

“Pensate se voi ed io fossimo italiani e fossimo cresciuti dall’infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io esser migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no”.

“…Chiudo qui il mio racconto.

Possa il mio volto trovarsi accanto al tuo
quando la mia vita volgerà al termine
E quando le realtà di questo mondo
si dilegueranno
come le ombre che ora saluto
possa io trovarti accanto a me”.

“In queste occasioni è sempre meglio fare quello che fa la folla.” “Ma supponi che ci siano due folle”, suggerì Snodgrass. “Urla quello che sta urlando la folla più grossa”, replicò Pickwick.