Mentre le associazioni di categoria ribadiscono la ferma volontà di uno sciopero di dieci giorni, l’Italia rischia la paralisi considerato che il blocco tir sta contribuendo non poco alle difficoltà di questi giorni.
Il Codacons intanto ha deciso di presentare un esposto alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero contro le associazioni di categoria Faib e Fegica che continuano “ad annunciare a mezzo stampa scioperi nel settore carburanti senza una ‘proclamazione’ ufficiale e senza rispettare l’obbligo di comunicare i giorni precisi dell’astensione”.
Infatti per il momento si sa solo che ci sarà uno sciopero dei benzinai di dieci giorni, ma ancora non è dato sapere quando lo sciopero inizierà e con che modalità verrà portato aventi. Va infatti ricordato che nonostante sia stato proclamato uno stop di dieci giorni, le stesse associazioni di categoria hanno assicurato che non si tratterà di uno sciopero di dieci giorni consecutivi, che sarebbe illegittimo.
Lo stop sarà probabilmente diviso in tre tranche, ancora da decidere. Proprio questo costituisce però nel frattempo un problema: l’incubo di uno sciopero incipiente porta gli italiani a prendere d’assalto i distributori con conseguenti file chilometriche e fine delle scorte, anche in virtù come detto del blocco dei tir di questi giorni.
E così questo stato idi agitazione minacciata costituisce in un certo senso uno sciopero anticipato, che così rischia di prolungarsi all’infinito.
Questo il comunicato di ieri: “I gestori confermano la proclamazione di un pacchetto di 10 giorni di sciopero degli impianti di distribuzione carburanti, sia sulla rete ordinaria che su quella autostradale, la cui articolazione sarà successivamente definita per evitare di aggravare l’attuale stato di forti tensioni e disagio sociale.
E’ la decisione assunta dal Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl -si legge in una nota- per denunciare la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti da parte del Governo e sostenere il Parlamento a varare una vera riforma per liberare il settore dal controllo assoluto dei monopolisti petroliferi e consentire prezzi dei carburanti più bassi su tutta la rete distributiva.
Tutte le “buone intenzioni” che il Governo aveva esibito, pubblicamente e a più riprese, si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri a cui, nei fatti, viene persino concesso di regolare i conti con una intera categoria di lavoratori che ha “osato” mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione”.
In merito alla durata dello sciopero minacciato, Roberto Alesse, presidente dell’Autorità Garante sugli scioperi aveva detto: “I b
enzinai non potranno scioperare per più di tre giorni. Al di là di quanto dichiarato alla stampa, le organizzazioni di categoria sanno bene che la legge sugli scioperi e la regolamentazione di settore prevedono limitazioni, in particolare sulla durata e sulla garanzia di servizi pubblici essenziali, che non può eccedere le 72 ore. Qualunque comportamento difforme rispetto a ciò , pertanto, illegittimo e come tale andrebbe valutato. L’Autorità di garanzia sugli scioperi, peraltro, non ha ricevuto, fino ad oggi, alcuna proclamazione da parte dei Sindacati dei lavoratori addetti alla distribuzione di carburanti”.