La situazione è drammatica. Il blocco dei tir sta causando numerosi disagi in tutto il Paese. Numerose le polemiche. In un comunicato è intervenuta anche Coldiretti. “Sono a rischio 50 milioni di euro di prodotti alimentari deperibili al giorno tra latte, fiori, frutta e verdura che quotidianamente lasciamo le aziende agricole e le stalle per raggiungere i mercati e le industrie di trasformazione per poi arrivare sugli scaffali dei negozi e dei supermercati”.
“La situazione di difficoltà dell’economia è reale, a partire dal caro gasolio che è costato solo alle aziende agricole 400 milioni di euro in un anno, ma la crisi in queste condizioni rischia di aggravarsi e occorre far ripartire al più presto la circolazione”.
La protesta dei tir si estende dunque in tutte le regioni da Nord a Sud. Blocchi davanti alla raffineria di Saras. Nel Lazio, in Ciociaria, manca la benzina. Situazione critica anche a Napoli e in Calabria.
E mentre in tutte le città italiane si assiste a terribibili code davanti ai benzinai, mandando in tilt il traffico, la preoccupazione più grande va ai generi alimentari.
Gli autotrasportatori continuano a bloccare la A3 e i molti supermercati e farmacie le scorte stanno terminando. Il latte prodotto andrà distrutto.
Presidi e blocchi in Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna.
Queste invece le parole del segretario della Cgil, Susanna Camusso: “La protesta va organizzata in modo che non violi diritti e non impedisca agli altri cittadini di potersi muovere.
In questo caso mi pare che abbiamo superato un limite di relazione positiva”.
“Da un lato c’è il tema di come fare le proteste, dall’altro un problema che riguarda tutti cittadini: il prezzo della benzina, che non può continuare a essere uno strumento di cassa”.