La Sicilia è bloccata dagli aderenti al Movimento dei Forconi. Questo è un’Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse e maltrattamento da parte delle istituzioni. La rivolta infatti nasce proprio da questo e dalle politiche in materia di eccise dei carburanti per il trasporto e agricoltura.
Ieri è scattato anche il blocco della Palermo-Sciacca, all’altezza di San Cipirello. Oltre 40 mezzi pesanti hanno bloccato l’arteria stradale.
Numerosi i disagi da parte degli automobilisti e cittadini siciliani.
Mentre l’attenzione di tutta l’Italia va alle vittime della Costa Concordia, al comandate Schettino e all’emergenza ambientale, in Sicilia si muove qualcosa ma nessuno se ne accorge.
In queste ultime ore oltre al problema del traffico e della circolazione si aggiunge anche l’assenza di carburante.
La situazione sta precipitando e sta diventando sempre più complessa.
Situazione più accesa nella Sicilia meridionale e centrale. Blocchi degli autotrasportatori tra Agrigento e Caltanissetta e nella zona di Gela.
Rossella Accardo, portavoce del Movimento dei forconi: “È una rivoluzione pacifica non vogliamo danneggiare i siciliani, ma fare capire a tutti che devono essere trovate soluzioni a questa crisi.
“Staremo qui notte e giorno fino a venerdì”. Il blocco andrà avanti fino al 20 gennaio.
Dopo il blocco di strade, ferrovie e porti siciliani ecco che qualcosa si smuove anche in Calabria. Gli autotrasportatori calabresi infatti hanno organizzato presìdi e blocchi da Catanzaro a Reggio Calabria.
È giusto e doveroso, questa politica che tutela solo banca e ricchi va eliminata. Non possiamo essere schiavi della moneta e dei mercati. Se nel mondo invece di scambiarci debiti, guerre e arroganti questioni di ” potere”, ci scambiassimo invece CULTURA, TECNOLOGIA E INFORMAZIONI, potremmo davvero creare un sistema EQUO, DEMOCRATICO E SOCIALMENTE UTILE, per risolvere grandi problemi che hanno afflitto da sempre il nostro mondo. In nome dei soldi e del potere invece si schiavizza, si inquina e si distrugge la cultura. Che si unisca tutta l’Italia a questa rivolta pacifica per chiedere tutti insieme BASTA !!