Il futuro decreto sulle liberalizzazioni continua a far discutere. In particolare ora sono i tassisti ad essere in rivolta. I conducenti dei taxi italiani infatti si trovano in mezzo ad un accesa discussione. Entro la metà del mese il Governo Monti varerà un «un provvedimento di urgenza» che vedrà coinvolti diversi settori.
I conducenti di taxi hanno già organizzato una manifestazione nazionale a Roma, che avrà luogo sabato 14 a partire da mezzogiorno al Circo Massimo.
Oggi 11 gennaio si sono riunite a Bologna le 10 sigle sindacali che rappresentano gli autisti di taxi. L’obiettivo è dunque quello di dare una risposta chiara e decisa alle proposte del governo tecnico.
Ieri a Linate i taxi erano fermi. In aeroporto si bloccano intorno alle 3 e mezza. Fanno salire solo donne con bambini e anziani. Si formano code di passeggeri appena atterrati che non sanno come fare.
Numerosi i disagi. Alfonso Faccioli di Uniontaxi Uil dichiara: «È stato un primo atto spontaneo della categoria e credo che si allargherà».
I 5 mila tassisti milanesi ne fanno una questione di «sopravvivenza».
Ecco quanto dichiara Alemanno: «Il tema delle liberalizzazioni comprende tutti. È come un sacco in cui si mette tutto, dalle grandi banche alla assicurazioni, e in cui si vuol mettere anche quei poveracci dei tassisti».
Il sindaco afferma: «a Roma si vedono spesso taxi in colonna, davanti alle stazioni, che non fanno niente e hanno un reddito bassissimo».
«Io non voglio che il taxi del futuro sia come quelli degli Stati Uniti in molti film americani uno prima di suicidarsi fa il tassista, come ultimo stadio della sua disperazione».