La manovra del governo Monti mette a rischio, tra le altre cose, anche gli ordini professionali. Il prossimo agosto potrebbe essere ricordato come il mese del’addio agli ordini per medici, avvocati, ingegneri, architetti.
In realtà la manovra del governo Monti non li abolisce direttamente, ma di fatto ne decreta l’estinzione stabilendo che se entro il 13 di agosto del 2012 non si arriverà a una riforma degli Ordini professionali, questi decadranno.
E siccome negli ultimi 20 anni mai si è stati capaci di procedere a una riforma, ecco che il timore di una loro scomparsa diventa più che fondato. Marina Calderone, presidente del Coordinamento unitario delle professioni: «Il mantenimento della previsione di abrogazione automatica degli ordinamenti è norma che potrà creare grossi problemi in fase applicativa. Di fatto l’ onere della riforma degli Ordini passa in capo al Governo che dovrà farvi fronte in tempi rapidissimi. Gli Ordini infatti hanno fatto già la loro parte presentando la formulazione degli interventi previsti nella delega assegnata al Governo».
Marina Calderone spiega la situazione e i rischi: «Attendiamo di essere immediatamente convocati per avviare la necessaria fase di consultazione, così come affermato dal Premier Monti. Il rischio che si corre con la nuova previsione normativa è che, nel caso il Governo non provveda tempestivamente alle modifiche sugli ordinamenti, i cittadini si possano trovare senza la tutela del diritto alla salute, alla difesa, al lavoro e di tutti gli altri diritti costituzionalmente garantiti. È evidente che noi vigileremo affinché tutto si realizzi in tempi rapidissimi e nei termini previsti inderogabilmente dalla delega».
Insomma di qui al prossimo agosto per gli ordini professionali sarà un conto alla rovescia in attesa di conoscere il proprio destino.