Federfarma non ci sta alla norma contenuta nel decreto Salva Italia che è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Nel decreto è prevista, tra le altre cose, la completa liberalizzazione dei farmaci fascia C. Con la decisione contenuta nel decreto questa categoria di farmaci potrà essere venduta anche nelle parafarmacie.
Per cerare una marcia indietro, la Federazione ha chiesto la possibilità di un incontro in tempi brevi al ministro della Salute Renato Balduzzi e al ministro dello Sviluppo Corrado Passera.
Ricordiamo che il Servizio Sanitario Nazionale inserisce nella Fascia C i medicinali non essenziali o “salvavita”. Insomma quei farmaci che servono per curare patologie di lieve entità, interamente a carico dell’acquirente.
Federfarma ha diramato questa mattina un comunicato stampa per ribadire la propria contrarietà alla norma – contenuta nel decreto legge recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici varato domenica dal governo Monti – che liberalizza la vendita dei farmaci di fascia C con ricetta. Nel comunicato si ribadisce che in nessun Paese al mondo i farmaci con ricetta medica vengono distribuiti in esercizi diversi dalla farmacia, in quanto solo la farmacia garantisce gli standard di qualità e sicurezza e viene chiesto un incontro urgente al ministro della Salute Renato Balduzzi e al ministro dello Sviluppo Corrado Passera.
Intanto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il testo del decreto, che andrà oggi stesso in Gazzetta Ufficiale. L’iter del provvedimento inizia alla Camera, in Commissione Bilancio; il testo dovrebbe essere votato dall’Aula della Camera il 15 dicembre per passare subito all’esame del Senato, dove dovrebbe essere licenziato prima di Natale, entro il 23 dicembre. I tempi stretti fanno pensare alla possibilità di un voto di fiducia in tutti e due i rami del Parlamento.
Il presidente di Federfarma, Anna Rosa Racca: “L’uscita dei farmaci di fascia C dalle farmacie è inaccettabile. I farmacisti italiani si riuniranno in assemblea a Roma il prossimo 7 dicembre, per verificare i contenuti del provvedimento anticrisi e qualora fosse confermata la libera vendita dei farmaci con ricetta medica si dichiarano pronti a porre in atto le proteste più forti, per spiegare a tutti di quale servizio si vuole privare i cittadini”.
Più che altro il problema non è lo standard delle parafarmacia ma il fatto che le farmacie incasseranno meno soldi… che buffoni
La metto giù dura ma il senso c’è:
SENZA RICETTA il farmacista non può dare farmaci;
CON LA RICETTA basta leggerla e dare la scatoletta corrispondente;
ERGO: oltre a farsi la villa col niente, a cosa serve ‘sta gente?
Il buffone sei te che parli di cosa non capisci. Le farmacie non incasseranno meno, come sa bene la grande distribuzione (dove probabilmente passi tutti i sabati pomeriggio) le vendite aumentano proporzionalmente con l’aumento della esposizione. Non si tratta di dire che 10 pezzi verrano venduti 2 di qua e 8 di là, ma che se aumentano i punti vendita i pezzi venduti diventeranno 14. Il risparmio per lo stato poi è nullo, essendo tutti a carico del cittadino, il risparmio per il cittadino pure perché i prezzi della fascia C sono fissati per legge e non sono liberi. Se le persone parlassero solo di cose che conoscono…
più che altro è che coop e gdo varie incasseranno di più. la salute delle coop e della gdo prima di quella dei cittadini.
se leggete il testo del decreto vi accorgerete che il prezzo dei farmaci fascia C diventerà libero; poi che il farmacista sia dentro alle mura della farmacia o eserciti il suo lavoro in parafarmacia sempre un professionista laureato e autorizzato dallo stato rimane. mi spiegate quale differenza c’è? Quasi tutte le farmacie (e parlo per cognizione di causa) distribuiscono farmaci come cortisonici, antibiotici, iniettabili SENZA chiedere la ricetta…e tutto sotto gli occhi di tutti..e vi assicuro che sono andato io a prendermi una scatola di voltaren iniettabile e il farmacista, senza conoscermi, me l’ha data e non mi ha chiesto nulla a riguardo la mia salute e non mi ha dato indicazioni.. Quindi qui si tratta solo di proteggere i baroni che con un sistema di convenzioni medioevale (passa di padre in figlio e non a chi ne ha titolo veramente)si garantisce ottima sopravvivenza in eterno.
la liberalizzazione della fascia C è un pizzo che Monti ha pagato a Bersani, interessato a questo settore solo in nome delle parafarmacie aperte dalla “multinazionale” COOP. Infatti le farmacie si vincono a concorso e in base ad una pianta organica: allargare la pianta organica (cioè aumentare il num. di farmacie per abitante) sarebbe stata cosa buona e giusta perchè si sarebbero aperte più farmacie e quindi i giovani meritevoli che vincevano il concorso potevano aprire le nuove farmacie. Mentre chi apre una Parafarmacia NON fa nessun concorso ma ha soltanto tanti tanti soldi, e di solto non la apre sul cucuzzolo della montagna dove invece sono disclocate alcune farmacie rurali che assicurano il servizio ma nei centri commerciali, in barba alla pianta organica. Quindi premiare chi ha una Parafarmacia è soltanto dare di più a chi ha di più mentre milioni di giovani farmacisti non potranno aprire nuove farmacie. Ma ovviamente ciò non interessa a Bersani perchè la COOP ha delle Parafarmacie nei centri commerciali e non vuole mica aprire farmacie rurali sui cucuzzoli della montagna.
Ecco perchè c’è stata la liberalizzazione della fascia C e in questa forma abominelvole.
I giovani farmacisti ringraziano la COOP e Bersani…….seeee
la differenza è che con questo decreto a un farmacista titolare in un paese di 500 anime conviene chiudere e aprire una parafarmacia in città.
esatto paolo ma il popolo bue non lo capisce…eppure non è difficile
e caro movimento dei consumatori, cari elettori di sinistra, vedrete come si abbasseranno i prezzi dei farmaci, vedrete…proprio come benzina, gas e luce…
Sarebbe bene ricordare che le farmacie, anche se regolamentate in maniera specifica, sono ESERCIZI COMMERCIALI, acquistati regolarmente dai farmacisti a volte con investimenti e prestiti che richiedono ANNI E ANNI per essere ripagati.
Il governo non avendo alcuna intenzione di chiedere “sacrifici” a chi è DAVVERO ricco preferisce tirare su qualche soldo colpendo una categoria che è vista con una certa antipatia dal popolo, perché tanto “chi se ne frega dei farmacisti che sono tutti ricchi sfondati e privilegiati” (mentre chi usa il cervello sa che solo una piccolissima percentuale di loro lo è). La decisione sulla fascia C è un bellissimo regalo a Bersani e alla COOP. Dall’altro lato, per stare in pace con i berslusconiani niente patrimoniale… ricordatevi che una patrimoniale andrebbe a pescare nelle tasche di TUTTI i milionari compresi quei farmacisti ricconi che tutti odiano, e lascerebbe in pace quelli che stanno in un paesino di mille anime.
Se si continua di questo passo i farmaci saranno monopolio della COOP e delle altre grandi catene, e i gestori delle parafarmacie che tanto se la ridono finiranno per prendersela in quel posto dopo aver sostenuto con tanto entusiasmo Bersani e la sua “battaglia”.
Tra 10 anni gli iscritti a farmacia piangeranno lacrime amare sui libri per 5 anni per poi finire a diventare commessi alla COOP.
La scelta spetta al cittadino dove acquistare il farmaco e non più,vincolato alla sola casta dei farmacisti.viva la concorrenza.
Non ci sarà più scelta quando sarà tutto in mano alla grande distribuzione.
Sono una rappresentante farmaceutica e questa notizia sta sconvolgendo i farmacisti, il mio lavoro e quelli di tanti colleghi altri miei colleghi. Meglio un commesso che dispensa quello che c’è scritto sulla ricetta o un esperto che conosce il paziente e sa anche consigliare??
penso che chi non conosce largomento dovrebbe solo stare zitto! L’invidia è una brutta bestia e chi parla di casta non ci ha proprio capito un cavolo. Parlate solo dopo esservi fatti per 30 anni 16 ore di farmacia al giorno,senza vacanze senza relax,sempre a disposizione dei cittadini che pure se non eri di turno ti venivano a suonare a casa !!!! Mai un giorno di malattia perchè un dipendente non te lo puoi permettere e se chiudi perchè stai male succede la rivoluzione… Spero solo che la stupidità di certa gente le si ritorca contro…così prima di dire cavolate ci pensate due volte…non tutti i farmacisti sono uguali…e non tutti sono ladri…avete proprio rotto le scatole con questa storia!!!! Fate veramente SCHIFO!!! Vergognatevi,e si vergogni pure Monti che prima siè dichiarato un uomo dello stato,senza partito o colore,ma che invece si è dimostrato il fedele servetto di desta e sinistra accotentando un po’qua e un po’la pur d rimanere anche lui attaccato alla poltrona….BRAVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
Esatto, Kal. Ma voi che parlate di casta, vi siete accorti che in Italia ci sono farmacie quasi ovunque, anche nei luoghi più impervi e disagiati e disabitati. Lì sì che si annida la casta! In paeselli di poche anime, di anziani senza automobili e mezzi di comunicazione dove i titolari guadagnano cifre esorbitanti! Lo sapete che le farmacie a differenza di coop e parafarmacie sono sempre aperte grazie alla turnazione? lo sapete che in alcune zone sono l’unico pronto soccorso? Dal 2006 si è deciso di smantellare questo sistema virtuoso per il capitale, per favorire le coop con lo specchietto per le allodole del prezzo più basso. Grazie al Pd e allo statista Bersani si è deciso di affossare un sistema virtuoso che andava migliorato magari aprendo qualche altra sede e favorendo i giovani titolari, aiutando le farmacie rurali sempre più in crisi, specie nelle regioni rosse grazie alla DPC e al PHT. Forse non sapete queste cose perché non sono abbastanza importanti per farci una puntata di Report o Mi Manda Raitre. O perché forse i farmacisti non hanno un partito che li rappresenta, un sindacato abbastanza forte.
Ma quando chiuderanno le farmacie dei piccoli paesi e quando quelle di città saranno costrette a licenziare, cosa diranno Bersani, la Camusso, Napolitano ai cittadini, ai lavoratori? E
voi che parlate di concorrenza e sconti capirete che gli interessi hanno distrutto un mondo intero…sarà troppo tardi.
Ma io non ho capito, Paolo… tu sei titolare o no di farmacia?
Titolare di una farmacia in un paese di 490 abitanti.
Ho lavorato in una farmacia a 1300 euro al mese, vi posso garantire che mantenere 2 figli e una famiglia non è stato semplice. Non avevo “tanti tanti soldi” come scrive Siberia..avevo solo voglia di garantire di più alla mia famiglia e volevo realizzare me stesso..ho studiato tanto, fatto master, ho fatto per 15 anni l’informatore..di gavetta vi assicuro che ne ho fatto tanta..e provengo da famiglia molto modesta. Sono partito con 3000 euro in tasca e mi sono fatto il mio bel mutuo, ho bussato tutte le porte e piano piano ho realizzato il mio sogno. Ora sono 4 anni che ho aperto la mia parafarmacia, con mille difficoltà e tutto il rischio di un fallimento, aiutato da nessuno (istituzioni incluse)..ma ad oggi posso dire che il giro d’affari mi permette di stare in piedi. Offro un servizio che è apprezzato da tutti..tenete presente che sono a 400 mt da una grossa farmacia comunale e 400 mt da una farmacia privata…e dopo tutto vivo. Ma a chi volete darla a bere che le Farmacie sentiranno crisi??? Sono soppravvisuto io, con un po’ di cosmetica, due farmaci da banco. omeopatia e quattro integratori..e voi che avete tutto il listino completo dovreste tracollare?? Ma vergognatevi voi! Avete vissuto di rendita come i nababbi fino adesso! Prima delle parafarmacie eravate voi che avevate il puro monopolio..propio voi che vi LAVATE LA BOCCA DEL MONOPOLIO POSSIBILE DELLE COOP! Vi siete chiesti come mai nelle altre attività chi (privato) offre un buon servizio alla propia clientela sopravvive alla omnipresenza dei centri commerciali? Perchè il valore umano non ha prezzo.. io ho una parafarmacia COOP abbastanza vicina che vende benagol a 3,50 euro dove io le ho ha 5,50, vende acqua di sirmione a 4,40 euro io a 9,90.. eppure io ho tanta ma tanta gente che viene da me lo stesso e compra quei stessi prodotti, e mica perchè sono un figo..solo perchè io li ascolto, li consiglio, faccio il farmacista vecchio stile..vengono i nonnini da me per le iniezioni, con le ricette del medico perchè gliele spiego, per farmi leggere gli esami del sangue..tutto quello che nelle farmacie vicine non fanno più..tutti all’affanno del soldo.. Se questa cosa arriverà le farmacie che offriranno un ottimo servizio alla gente continueranno a lavorare alla grande come sempre, chi invece sarà presuntuoso, incompetente patirà…come qualsiasi altro esercizio.
E poi Paolo, perdonami: perchè mai una faramcia in un paesino dovrebbe chiudere? nel paesino nessuno avrà l’interesse di aprire,per cui la famacia rimarrà egemone sul territorio..questo secondo il ragionamento che proponi. Sarà esattamente come è ora. Forse nei grandi centri popolosi farmacie e parafarmacie si divideranno il pane (e ci sarà anche il companatico assieme per tutti, credimi) e nelle realtà più piccole chi si è insediato prima continuerà il suo lavoro. Ma perchè ci combattiamo come fossimo dei cannibali..chi arriva da marte e chi da venere..ma cazzo! Siamo colleghi tutti uguali, ci siamo smazzolati il fondo tutti allo stesso modo, perchè mai non dovremmo tutelarci come unica entità? La farmacia ha il rapporto con lo stato, offre il servizio di punta e però guarda anche l’aspetto del soldo visto che vende anche tutto quello che non è farmaco, e lo stesso per noi della prafarmacia: non possiamo fare galenica (cosa che la farmacia non fa più perchè non conviene..e ditemi che non è mancanza di vocazione questa)ma offriamo una consulenza sulla medicina naturale, sull’uso del farmaco ecc..
Andrea, i tuoi toni mi sembrano un po’ fuori luogo, come certe uscite sulle farmacie che non fanno galenica… sto a rispiegarti che le farmacie sono anche in luoghi difficili e isolati, di parafarmacie non ne ho mai viste in un cucuzzolo di montagna, né di coop. Devo poi replicare sulla storiella che tu fai il farmacista vecchio stile. Hai mai medicato qualcuno perché il pronto soccorso era troppo lontano? Hai mai impiegato il tuo tempo libero portando medicine a vecchi senza mezzi? Sei mai stato reperibile anni e anni? Hai mai fatto educazione sanitaria in luoghi semi alfabetizzati? Io sì… Le farmacie come la mia svolgono un ruolo sociale che non andava svalutato. Certamente molti giovani titolari di parafarmacie avrebbero meritato di gestire una farmacia. Sono il primo a chiedere cambiamenti e più farmacie. Ma cosa c’entra la libera vendita, l’assenza di regole, il farmacista in mezzo alle offerte speciali? Nessun paese ha una legge imbecille così.
E dimmi, tu che fai la professione mentre noi i soldi, quanti titolari di parafarmacie ben avviate in zone commerciali cambierebbero la propria parafarmacia con una farmacia su paesello di montagna?
Ma Paolo, se la tua “vocazione” ti è pesata, perchè al momento della scelta non hai rinunciato? certo che faccio tuttora la consegna dei farmaci gratuiti, sia ai nonnini che alle mamme a casa con i bimbi ammalati e con chi me lo chiede; ho medicato di sabato pomeriggio (visto che le farmacie sono chiuse e i PS sono lontani), più di qualche volta gente con tagli anche profondi e persone che hanno fatto incidenti qui davanti al mio negozio e(mi sono diplomato come infermiere generico durante il servizio di leva, tra le altre cose), e tengo piccoli corsi gratuiti stagiionali su come gestire le malattie di stagione, i bambini appena nati, le mamme in gravidanza. Faccio iniezioni, misuro la glicemia e la pressione GRATUITAMENTE da sempre. Mi dici che differenza c’è tra te e me?
Putroppo certo che non aprirei in un paesino in altra montagna per il semplice motivo che se la gente ha bisogno di farmaci deve venire per forza da te che hai la farmacia. Se potessero venire anche da me almeno per qualcosa in più della semplice aspirina potrei anche pensarci.. Onestamente, se un tuo paziente ti cheide un gentalin beta pomata e non ha la ricetta tu non lo servi? lo mandi dal medico a farsi fare la prescrizione? Immagino di no, se lo conosci gliela dai..però io non posso.. ti sembra giusto?
La differenza è che tu- come le coop- hai scelto un luogo appetibile. E’facile scegliere un fondo commerciale. Più difficile vincere un concorso, avere a che fare con dpc, distribuzione diretta, cup o pagare mutui elevati con gli incassi che calano…. Ti ripeto, non biasimo chi ha aperto una parafarmacia. Non ci sono colleghi di serie b, per me. Vorrei più concorsi e più titolari giovani. Vorrei regole, non aperture selvagge nel luogo che più ci aggrada per fare impresa. Il punto, Andrea, è che stiamo parlando di esercizi diversi proprio per vocazione. La farmacia è un presidio; i corner coop salute, la parafarmacia sono esercizi commerciali.
Solo per questo si doveva dare alla farmacia una sua esclusività, riconoscere qualcosa ad essa, non svilirla e certamente gente appassionata e -non ho motivi per non crederlo anche se dubito sulle inezioni in parafarmacia-competente come te andava messa in condizione di avere un presidio vero, di esercitare a tutto tondo ma vincolato da regole necessarie alla sopravvivenza di tutti e alla ecologia stessa del sistema salute. Ormai il liberismo selvaggio è pronto a inghiottire tutto, è questo il problema vero. Le catene sono dietro l’angolo. Non pensare, Andrea, che Bersani abbia suggerito questa legge per favorire voi delle parafarmacie. Auguri. E sii meno livoroso.
Caro Andrea,
Mi fa piacere che dopo tempo hai trovato una tua identita’, barcamenandoti tra cosmetici integratori e qualche farmaco seppur tra due fuochi (farmacia comunale e farmacia privata).
Dovrai ammettere che la tua esperienza di farmacista collaboratore in farmacia, dura e sacrificata, ti e’ servita molto per la nuova attivita’, perche’ diciamolo senza ombra di dubbio la farmacia e’ un’altra cosa, un vero presidio sanitario che svolge un ruolo centrale a tutto tondo nel tessuto socio-sanitario sul territorio, apprezzata dai cittadini come nessun’altra
struttura sanitaria. Saprai bene, ed e’ bene sottolinearlo, che per aprire una farmacia di nuova istituzione non basta fare una semplice comunicazione come per la parafarmacia, ma bisogna superare un durissimo concorso con titoli (accademici e professionali di servizio) ed esami. Io ci sono riuscito alla non giovane eta’ di 45 anni dopo avr conseguito 2 specializzazioni universitarie e dopo 20 anni di attivita’ svolta quale farmacista collaboratore, riuscendo con molti sacrifici a portare avanti una famiglia con due figli a carico. Tutt’ora continuo a studiare per fornire il massimo dell’informazione scientifica sull’uso corretto dei farmaci alla mia clientela, cercando il pi’ possibile di stimolare e motivare i miei colleghi collaboratori in tutti i reparti ed i servizi che offriamo nel nostro quartiere di periferia. Stiamo al sud, in Campania, dove fra l’altro abbiamo ritardi nei pagamenti ASL che raggiungono i 12 mesi, ma non per questo rinunciamo a fare della buona galenica magistrale ed officinale, la dermocosmesi funzionale, la diagnostica di prima istanza ed a comminare il nostro entusiasmo professionale, nonostante gli attacchi volgari da chi per ignoranza o per frustrazione non capisce bene come deve essere intesa la farmacia, facendo di tutt’erba un fascio. Chiederei pertanto un po’ di rispetto se non altro per un modello di prospettiva professionale da trasferire ai giovani farmacisti, che credimi non aspirano a lavorare al supermercato, n’è in un negozio qualsiasi. Bersani e co. (Monti e Catricala’) non l’hanno capito. Esercito la professione di farmacista da 32 anni e forse qualche consiglio serio potrei darlo.
Nirox, io non voglio togliere valore e autroità al tuo lavoro e al ruolo sociale che chi come te svolge lavorando all’interno di una farmacia. Ma anche se la mia esperienza lavorativa è stata diversa, non credo di essere per questo un farmacista di serie c2. Ora, quanto fatturato rappresenta in termini di percentuale la vendita di farmaci di fascia C? Voi dirmi che questa percentuale manderà in crisi una attività strutturata come la tua? Io ho farmacie qui nei pressi che sono vere e propie fabbriche di soldi: 8 farmacisti+ il titolare (che viaggia in porsche cayenne tra le varie utilitarie che ha)4 ragazzi a magazzino e 2 responsabili tra dermocosmesi e puericultura, un negozio su due piani, marchi della stregua di sisley e Drphin.. ora saran mica i farmaci di fascia C a mettere in crisi un impero così?? e i ragazzi miei amici li lavorano a 1350 euro al mese..non so se rendo. I condivido l’idea che siamo tutti professionisti, laureati, responsabili, che possono esercitare il loro lavoro o in una struttura convenzionata oppure no. E’ come un medico specialista: o lavora in un ospedale, fa chirurgia di alto livello, offre servizio di grande impatto sociale, oppure scieglie di lavorare in un ambulatorio privato, non farà magari sala operatoria ne grandi diagnosi, ma comunque può fare il suo gran lavoro lo stesso..e non credo che crei un danno all’ospedaliero. Perchè per i medico vale la regola e per noi no?? Poi…farmacie a concorso..vogliamo parlarne??..ti prego.. Forse sei stato uno bravo premiato per il tuo valore e per i tuoi titoli..ma ho visto da queste zone delle robe oscene..
Caro Andrea,
penso che hai compreso la mia idea di farmacia, che deriva dalla cultura latina, vale a dire un presidio sanitario che accoglie il tessuto sociale di un piccolo centro, di un quartiere cittadino o periferico, magari un bronx. Secondo la mia esperienza la farmacia deve essere una struttura piccola ma funzionale e sempre sotto controllo professionale ed economico del titolare e dunque con pochi dipendenti ( ho 2 farmacisti coll. a tempo pieno ed 1 part time e tutti insieme cerchiamo di condurre la farmacia in modo dinamico offrendo servizi, consigli di educazione sanitaria con la ns. competenza nei vari reparti. Il fatto che esistono farmacie con 8, 10 ed anche 22 dipendenti (ne conosco una che ne ha 24) trovo sia una vera e propria anomalia, un industria, come tu giustamente sostieni e che cosi’ non deve essere. Prima perche’ viene meno il rapporto personale col cliente-paziente (noi li conosciamo tutti uno ad uno) che ha tutto il diritto di essere ascoltato e seguito non solo nelle scelte terapeutiche, ma anche nelle abitudini alimentari e talvolta negli stili di vita. Questo modello di gestione legato capillarmente al territorio non puo’ coesistere nella logica industriale da catena di montaggio che impone ritmi da catena di montaggio. A mio giudizio queste che definiscono senza mezzi termini anomalie segnalano che evidentemente c’e carenza di assistenza farmaceutica non equamente distribuita sul territorio, risolvibile semplicemente con l’apertura di altre sedi farmaceutiche non nei prossimi anni ma nei prossimi giorni! Altro che fascia c al supermercato; di queste situazioni se ne conoscono tante nelle grandi citta’ ma anche nelle zone periferiche ed una analisi attenta del territorio nazionale con una pronta ed immediata revisione della pianta organica, magari con aggiustamento del quorum potrebbe essere la soluzione qualitativamente piu’ valida per dare spazio ai tantissimi colleghi che legittimamente aspirano alla titolarita’ di una farmacia. In tal modo potrebbero crearsi le condizioni piu’ dignitose e meno volgari di recarsi al posto di lavoro con veicoli normali, lasciando Porsche e megasuv ad altri soggetti. Personalmente ho una Toyota Auris che basta e avanza!
Cari saluti