In futuro potrebbe essere sufficiente sottoporsi a un semplice test genetico per venire a sapere se si è predisposti o no all’ictus. Si tratta di una importante scoperta di cui si parlerà in occasione del 24/o Congresso Nazionale della Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi (Sisa). L’appuntamento è fissato a Roma dal 30 novembre al 3 dicembre.
Tutto ciò grazie alla scoperta di elementi che costituiscono delle vere e proprie spie della predisposizione all’ictus. I ricercatori sono riusciti a isolare cinque specifici difetti genetici che quando si verificano contemporaneamente in un individuo sono in grado di costituire un fattore di rischio altissimo. Si parla addirittura dell’82,4 per cento di possibilità che l’evento si verifichi.
Aver isolato questi difetti vuol dire che sottoponendosi a un test genetico sarà possibile scoprire se si è soggetti a rischio. Elemento fondamentale per mettere in atto insieme al medico una serie di trattamenti capaci di prevenire l’insorgere di un evento che molto spesso è fatale o fortemente invalidante per il soggetto che viene colpito.
Basti pensare che l’ictus cerebrale costituisce una delle più frequenti cause di morte e causa numero uno di di invalidità nelle persone adulte.
La gran parte degli episodi si manifesta dopo i 65 anni, ma esistono anche forme di ictus che colpiscono individui più giovani.
L’ictus cerebrale si verifica nel 90% dei casi quando diminuisce il flusso sanguigno e prende il nome di ischemia. Ma c’è anche un 10% di casi che comporta la rottura di un vaso sanguigno con conseguente emorragia cerebrale.