Stanislaw Lem: soluzioni logo Google

Il noto motore di ricerca Google stupisce di nuovo tutti con una grande trovata del logo. Le letterine colorate tradizionali danno oggi posto al 60° anniversario della prima pubblicazione di Stanislaw Lem. Oggi, 23 novembre 2011, il motore di ricerca di Mountain View mette ancora una volta in mostra le qualità del suo staff tecnico.

Non è infatti la prima volta che il doodle di Google si anima dando vita a celebrazioni di eventi o personaggi diventati famosi nel corso della storia. Indimenticabili loghi come: il 13esimo compleanno di Google (27 settembre); 75esimo compleanno di Jim Henson (24 settembre); Albert Szent-Gyorgyi (16 settembre) e tanti altri.

Torniamo ora a parlare del logo di oggi. Chi è Stanislaw Lem? E’ uno scrittore, filosofo e medico polacco nato a Leopoli il 12 dicembre del 1921 e scomparso a Cracovia il 27 marzo 2006.

Attraverso il logo avrete la possibilità di giocare e divertirvi. Attivando il doodle infatti verrete inseriti in una vera e propria storia dove sarete voi a salvare il personaggio che vedete in bianco e nero.

La storia di Lem è molto travagliata. Inizialmente Stanislaw si dedicò allo studio della filosofia ma dopo però decise di seguire la strada del padre e si iscrisse alla Facoltà di Medicina di Leopoli. I sui studi però furono bloccati a causa della seconda guerra mondiale e dell’occupazione nazista.

In questo arco di tempo il polacco lavorò duramente come meccanico. Alla fine della guerra Stanislaw si trasferì a Cracovia e riprese i sui studi in medicina. Dopo qualche anno riuscì a laurearsi (1946) all’Università Jagellonica.

Ha ricevuto numerosi premi. Nel 1973 in Polonia ebbe il prestigioso Premio di Stato; nel 1976 il Grand Prix al terzo Congresso Europeo di Fantascienza tenutosi a Poznań. Ma le riconoscenze per la sua bravura non terminano qui. Nel 1977 infatti venne candidato dalla Polonia al premio Nobel per la letteratura e fu riconosciuto cittadino onorario dalla città di Cracovia.

Il colosso Google vuole dunque ricordare uno dei più influenti scrittori di fantascienza contemporanea non angloamericana. È considerato uno dei maggiori scrittori polacchi.

Il suo più grande capolavoro è Solaris. Un romanzo che ha ispirato il regista sovietico Andrej Tarkovskij. Nel 1972 infatti viene alla luce un film di grande successo.

Altra grande opera è la Cyberiade (logo di oggi Cyberiada, Marcos y Marcos). La Cyberiade costituisce una delle più grandi raccolte di racconti fantascientifici di tutti i tempi.

Lem nei suoi racconti decide di parlare principarlmente di due costruttori Trurl e Klapaucius e delle loro invenzioni e avventure nello spazio.

La storia tratta diverse tematiche: dalla fatascienza alla filosofia, dall’ingegno umano alla forza distruttrice delle macchine e dunque della ribellione dei robot nei confronti dei loro creatori.

Nella piccola parte di storia che vediamo nel logo di Google potete infatti ammirare i due robot super itelligenti creati appositamente.

Per risolvere la storia non dovrete far altro che rispondere a qualche piccola domanda di matematica (1+2) o (2+2) facendo bene corrispondere le linee grafiche.

LA SOLUZIONE DEL LOGO

Vediamo come risolvere il complicato logo Google di oggi per vedere tutta la storia:

si comincia con il personaggio che si muove verso destra e resta pensoso. Tocca a noi far andare avanti la storia spingendo il tasto play presente sul quadrato sostenuto dall’uccellino. A questo punto vediamo nel fumetto il robot che il nostro personaggio sogna di realizzare e che dobbiamo aiutare a costruire.

Il primo scoglio è di tipo matematico. Un gigantesco robot ci chiede di risolvere alcuni facili calcoli. Spingendo le frecce sul suo addome su e giù dobbiamo dare la risposta al calcolo che ci viene chiesto. Il secondo calcolo è più complicato, non per la somma, ma perchè compaiono numeri inesistenti.

Dobbiamo spingere le quattro frecce in modo da modificare il numero digitale. Dovete andare per tentativi. Altro numero da comporre, sempre muovendo le frecce sull’addome del robot: ogni tasto consente di visualizzare una stanghetta che forma il 2. Giocandoci un po’ riuscirete a formarlo.

Il nostro protagonista va avanti e continua a sognare il suo robot. A questo punto compare un altro macchinario con una sorta di grafico al suo interno. Il protagonista ci suggerisce la forma che dobbiamo visualizzare.

Con le frecce facciamo apparire il grafico più lineare. Adesso ne compare un secondo. Riselezioniamo entrambi in modo che coincidano. Stesso discorso con il terzo grafico. Notate che dovete tornare sui precedenti grafici per visualizzare sempre quello di forma lineare più adatto. anche qui dovete andare un po’ a tentativi.

Una volta risolto questo enigma cliccate sul riquadro e accederete all’alto giochino da risolvere, forse il più facile. Dovete far saltare il robot sulla piattaforma semovente. La difficoltà sta nel capire esattamente il momento in cui farlo saltare, ma con un paio di tentativi capirete il meccanismo.

Potete spostare il cannone verso destra o sinistra per aiutarvi. L’ideale è spingere il pulsante quando la base è leggermente alla destra o alla sinistra del cannone. Per l’ultimo salto sarà necessario spostare il cannone tutto sulla sinistra. Appena vedete comparire la base schiacciate.

Il logo va ancora avanti e compare un gatto al nostro fianco. Siamo alle battute finali. Il nostro robot viene creato. E’ maestoso e campeggia sul logo Google. Compare anche un nostro personaggio alla nostra destra. A questo punto schiacciate il bottone centrale. Il robot si anima.

Il nostro personaggio gli chiede un sacchetto e lo ottiene dal robot. Poi gli chiede un altro oggetto simile a un disco e lo ottiene. Poi il nuovo personaggio alla nostra destra gli chiede qualcosa di inimmaginabile: il quadro inizia a tremare, scappa il gatto, scappano i personaggi, il robot esplode e resta il nulla. E’ la distruzione dell’universo. Ci siete riusciti? Non ancora? Provateci, ne vale la pena. Un logo che certo resterà nella storia dei Doodle per fascino complessità e divertimento.

Stanislaw Lem: lo scrittore polacco aveva 84 anni quando è scomparso a Cracovia, città nella quale abitava da molto tempo. Non scriveva romanzi dal 1987. I suoi romanzi sono stati tradotti in ben 40 lingue. Lem ha venduto più di 20 milioni di copie.


Lo scrittore ha avuto una formazione prettamente scientifica per questo anche il desiderio e la capacità di scrivere racconti fantascientifici. Il primo romanzo esce nel 1951 (Astronauci).

Nel 1955 pubblica Oblok Magellana, dove viene narrata la vita di astronauti a bordo di una gigantesca astronave. Eden (1959), dove si parla dell’incomunicabilità tra intelligenze aliene. Powrót z Gwiazd (1961) e poi il suo romanzo più celebre Solaris (1961).

Vorremmo ora riproporvi qualche commento lasciato dai fan di Lem: Gianmaria scrive: “Mi viene in mente una frase di Kafka: “Se il libro che leggiamo non ci sveglia come un pugno che ci martella il cranio, perché dunque leggiamo?”. I libri e i racconti di Lem mi hanno sempre fatto questo effetto, un pugno, una scossa per la mente. Pagine di straordinaria lucidità, di ironia corrosiva, di lancinante disincanto sul futuro dell’uomo. Senza Lem siamo un po’ più soli”.

Anto: “Gli scritti di Lem tuttavia hanno un grande pregio: non invecchiano. Saluti per tutti!”; Rodia “Lem è vivo! ce l’ho proprio qui davanti a me nella scrivania: Solaris edizione mondadori. Lo sto sfogliando ora. Uno scrittore non scompare mai finchè le sue opere staranno nelle nostre case, ma soprattutto nelle nostre memorie. Ciao Stanislaw”.

“Molte opere di Lem sono state tradotte in italiano. Dai vecchi Editori Riuniti, alla Nord, alla Mondadori, a Marcos y Marcos. Tra i suoi libri più belli, L’invincibile, Cyberiade, Il Congresso di futurologia, Memorie di un viaggiatore spaziale, I viaggi del pilota Pirx. Dalla fine degli Anni 80, Lem aveva praticamente smesso di scrivere storie. Ma non aveva abbandonato la sua visione allegramente apocalittica del mondo. Credeva nella scienza, ma anche nell’irrazionalità. Amava la tecnologia, ma sapeva che questa portava alla creazione di armi e marchingegni che potevano distruggere l’Uomo”.

22 commenti su “Stanislaw Lem: soluzioni logo Google”

  1. Alla fine il robot indica la lettera “N” allora il primo personaggio gli chiede delle Nacchere e le ottiene…poi delle Noci e le ottiene..allora l’atro gli chiede il Nulla ed ottiene il Nulla. Io l’avevo capita così..

    • Io invece l’avevo interpretato come un gioco di parole tra castanets (nacchere, in inglese) e chestnuts (castagne) ma non saprei come interpretare la N in effetti…

      • Io l’avevo interpretato in maniera simile, con un gioco di parole ma in spagnolo tra castañas(castagne) e castañuelas (nacchere, letteralmente “piccole castagne”). Ed infine il nulla.

  2. « Il pensiero è il fiore, il linguaggio il boccio, l’azione il frutto dietro di esso. » (Ralph Waldo Emerson) da Wikipedia

    Le macchine,il robot ecc. sono il risultato del’pensiero’dell’uomo ecco perchè alla fine quando il personaggio misterioso chiede al robot non un oggetto ma un pensiero il robot va in crisi.
    Il robot può creare 1000 oggetti ma non un ‘pensiero’.
    La facoltà di avere un’idea’un’pensiero’è unica dell’uomo al quale nessuna macchina creata dall’uomo(frutto di un pensiero)
    potrà mai dare una risposta…..(esplosione del robot)

  3. Ragazzi, il gioco fa riferimento a Cyberiade! Se l’avete letta, capite!
    In particolare, l’ultima scena e’ relativa alla Macchina Che Fa Tutte Le Cose Che Iniziano Per Enne, inventata da Trurl. Poiche’ Klapaucius (l’altro robot sulla destra) e’ invidioso, per mettere in difficolta’ l’invenzione dell’amico le chiede di… fare il Nulla! Ed e’ proprio quello che la macchina fa!
    Anche le altre scenette fanno morire dal ridere, la prima e’ la mitica Macchina Pensante A Otto Piani, che pero’ non riesce tanto bene a Trurl perche’ quando le chiede quanto fa 2+2, lei risponde “7” e poi si imbufalisce pure (iniziando a distruggere tutto) quando Trurl cerca di correggerla!

  4. Il gioco della richiesta di cose che cominciano con la N è tratto da una deliziosa raccolta di racconti di Lem di cui non ricordo il titolo, e dove appunto a un certo punto viene richiesto il Nulla (nothingness). Sicuramente c’è il gioco di parole tra castanets e chestnuts (anche se non capisco perché hanno scelto un’assonanza con la C), che tra l’altro funziona anche in italiano, dove le nacchere si possono anche chiamare castagnette.

  5. Personaggi misteriosi!?!? Ma come??? Si tratta dei due radianti Costruttori Trurl (il primo) e Klapaucius (il barbuto), personaggi oltremodo noti nell’universo!!! Par strano non li conosciate, dato che s’erano fatti parecchia pubblicità con quel messaggio pubblicitario costituito da stelle…

  6. Parto sempre dal presupposto che: i robot o i computer sono creati a immagine e somiglianza dell’ uomo, ma rimane una macchina nel momento in cui le si chuede di pensare; non può ideare qualche cosa di cui non ha conoscenza, questa è una prerogativa riservata solo all’uomo come essere pensante.

    • ci sono nuovi robot con un’intellegenza artificiale, ovvero questi imparano da soli, aumentano la propria conoscenza, e questo puo’ “tecnicamente” permettere loro di costruire qualsiasi cosa, affinché non ostacoli le leggi robotiche.

  7. Alla fine il personaggio chiede prima un paio di nacchere e viene accontentato,poi chiede due castagne e lo stesso viene accontentato ma l’altro personaggio chiede il nulla…….e viene anch’esso accontentato.

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