Dopo gli annunci e le smentite dei giorni scorsi, oggi poteva essere il gran giorno, per alcuni, delle dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopo le voci e le indiscrezioni, il presidente del consiglio aveva smentito tutto, salvo poi specificare che avrebbe prima voluto verificare se avesse ancora la maggioranza, cosa che implicitamente ha confermato come stia effettivamente pensando a un passo indietro, o a un passo di lato, come dice Bossi.
Ebbene se i prossimi giorni saranno quelli di Alfano, potrebbe dipendere dal fatto che il rendiconto dello Stato passa alla Camera con 308 sì, un astenuto e 321 non votanti, numeri che non hanno soddisfatto il premier. Da sottolineare che le opposizioni, pur presenti in aula, non hanno partecipato allo scrutinio.
Pasticcio per il deputato del Pdl Gennaro Malgieri che non ha votato per un ritardo. Come mai? Un semplice contrattempo, pare: “Non c’è alcun retroscena. Semplicemente non ho fatto in tempo a raggiungere la postazione e votare. Ho dichiarato e fatto mettere a verbale che avrei votato a favore. Stavo rientrando in Aula dopo aver preso una medicina”. Unico astenuto Franco Stradella del Pdl.
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha ovviamente colto la palla al balzo e ha detto: “Ciò che è accaduto certifica che la maggioranza non c’è più”. “Io non oso credere che lei non faccia questo passo e sia chiaro che se lei non lo dovesse fare le opposizioni valuteranno mosse ulteriori”.
In effetti Berlusconi ha preso atto dei conteggi e avrebbe confidato ad alcuni parlamentari del Pdl che “è chiaro ed evidente che c’è un problema di numeri, ora serve subito una riflessione per decidere sul da farsi”. Non è escluso che nelle prossime ore arrivi la notizia clamorosa delle sue dimissioni.