Oggi tocca a Marie Curie, ricercatrice che ha lasciato un segno indelebile nella comunità scientifica, campeggiare sul logo Google. Il Doodle del colosso di Mountain View è dedicato a lei. Una donna che ha avuto l’onore di essere il primo professore donna in Francia. Per lei il soprannome di crocerossina radiologica, molto attiva sui campi di battaglia durante i conflitti della prima guerra mondiale. Per lei riconoscimenti importanti: su tutti il Nobel per la fisica e per la chimica. Nonostante questo riuscì ad essere una madre e una moglie modello. Ma la sua vita fu anche caratterizzata da un vero e proprio scandalo mediatico.
Marie Curie è giustamente considerata una delle figure più importanti della scienza del ‘900. I suoi studi si concentrarono sulla radioattività, e furono molto importanti. Un personaggio che è riuscito a entrare nell’immaginario collettivo, al punto da meritare anche una menzione in una canzone dei Kraftwerk, vale a dire Radioactivity, del 1975.
Le scoperte scientifiche di Marie Curie riguardano principalmente la scoperta e l’isolamento di due elementi della Tavola Periodica: il Radio e il Polonio. Ma si impegnò anche molto come “radiologa” sui campi di battaglia della prima guerra mondiale. Si servì di avveniristiche unità mobili grazie alle quali riusciva ad effettuare delle vere e proprie diagnosi per i soldati feriti che per quei tempi costituivano un risultato straordinario.
Una figura amata e apprezzata a trecentosessanta gradi? Non proprio, perchè c’è anche chi la ritiene responsabile, involontariamente si capisce, di aver fatto da precursore a tutto ciò che oggi si ricollega all’atomo come accezione negativa: le bombe atomiche, le centrali nucleari e la medicina nucleare. Effetti collaterali della sua ricerca, di cui certo lei non ha alcuna responsabilità.
Come detto per le i il più alto riconoscimento arriva con il Premio Nobel per la fisica nel 1903 e quello per la chimica nel 1911. Un riconoscimento che ha una duplice valenza, perchè fa di lei la prima donna ad aver vinto più di un premio Nobel. Non solo: è anche l’unico scienziato ad aver vinto il premio in due categorie differenti. Solo Linus Pauling, premio Nobel per la Chimica e per la Pace, ha avuto un onore simile.
Queste le motivazioni per i suoi premi: “in riconoscimento dei servizi straordinari che essi hanno reso nella loro ricerca sui fenomeni radioattivi” e « in riconoscimento dei suoi servizi all’avanzamento della chimica tramite la scoperta del radio e del polonio, dall’isolamento del radio e dallo studio della natura e dei componenti di questo notevole elemento. »
Le radiografie, nate più di un secolo fa, sono attualmente ritenute le più salde e semplici tra le tecniche diagnostiche per immagini, ideali per la visualizzazione e lo studio di ossa e polmoni, riescono a fornire immagini chiare e precise, meno nitide invece se si analizzano tutti gli altri organi.
Le radiografie utilizzano i raggi X, ossia radiazioni ionizzanti, di certo non benefiche per l’organismo umano, di fatti esistono dei limiti di esposizione imposti dalla legge sia per chi si sottopone all’esame sia per i medici che intraprendono la professione, sono invece del tutto da evitare per bambini e donne incinte.
La realizzazione di una radiografia avviene attraverso l’emissione di raggi X che, passando attraverso il corpo del paziente, vengono più o meno assorbiti dai tessuti e, impressionando una pellicola, vengono poi stampate secondo comuni tecniche fotografiche, mostrando i risultati ottenuti.
Ma come detto Marie Curie non si dedicò soltanto alla sua carriera e ai suoi studi. Probabilmente il suo valore come donna è anche amplificato dal fatto che unitamente ai suoi straordinari risultati raggiunti nel campo scientifico è anche riuscita a restare una moglie e una donna fedele e impegnata. Una donna che ha raggiunto una completa realizzazione sia nel campo professionale e privato, a conferma di come le due cose si possano conciliare senza problemi. Certo probabilmente in questo ha influito il fatto che accanto a sé ha potuto contare su un marito che apparteneva al suo stesso campo e con il quale ha potuto condividere studi e vita privata.
Un incontro che certamente ha contribuito alla sua carriera personale, con la sicurezza di una vita privata che procedeva in maniera parallela e serena. Un esempio anche per molte donne di oggi, che spesso non riescono a conciliare le due cose e che a volte temono di dover scegliere tra la realizzazione professionale e quella personale. Marie Curie ha dimostrato al mondo di essere una donna che ha saputo fare entrambe le cose, e che ancora oggi costituisce un punto di riferimento per tutto il mondo femminile.
Pierre Curie, marito di Marie, scrive in un documento del 1901 all’Accademia di Francia: “Dopo l’esposizione ai raggi (del Radio) la pelle è diventata rossa…; ha l’aspetto di una bruciatura, ma poco dolorosa. Dopo alcuni giorni l’area rossa senza che si sia allargata è diventata più rossa; al ventesimo giorno le croste che si erano formate sono cadute ed hanno lasciato una ferita profonda…; la guarigione dell’epidermide è iniziata il quarantaduesimo giorno”.
Marie Curie portava “un paio di centigrammi della sostanza in un tubo sigillato ed ha avuto delle ustioni simili…; una esposizione di meno di mezz’ora…ha comportato una macchia rossa per quindici giorni, che per guarire ha messo oltre quindici giorni”.
Come detto, indirettamente i suoi studi hanno portato a conseguenze anche nel mondo di oggi. Le radiazioni sono problemi con i quali dobbiamo confrontarci, conseguenze delle scoperte scientifiche che spesso si rivoltano contro lo stesso uomo.
Pierre Curie presentava in un documento del 1901 all’Accademia di Francia: “Dopo l’esposizione ai raggi (del Radio) la pelle è diventata rossa…; ha l’aspetto di una bruciatura, ma poco dolorosa. Dopo alcuni giorni l’area rossa senza che si sia allargata è diventata più rossa; al ventesimo giorno le croste che si erano formate sono cadute ed hanno lasciato una ferita profonda…; la guarigione dell’epidermide è iniziata il quarantaduesimo giorno”.
Sempre negli stessi documenti si legge che Marie Curie portava “un paio di centigrammi della sostanza in un tubo sigillato ed ha avuto delle ustioni simili…; una esposizione di meno di mezz’ora…ha comportato una macchia rossa per quindici giorni, che per guarire ha messo oltre quindici giorni”.
Il disastro di Fukushima è stato conseguente al terremoto che ha colpito il Giappone e che ha provocato un’onda imprevista che ha colpito la centrale nucleare. Come sempre sono state molto discordanti le teorie su questo disastro. Secondo qualcuno ha causato danni superiori a quelli di Chernobyl, altri sostengono che nelle nostre città, a causa delle radiazioni e dell’inquinamento, il pericolo è molto più grande. Quello che è certo è che ha avuto un impatto molto forte nell’opinione pubblica, al punto che il recente referendum in Italia ha portato a un plebiscito contro le centrali nucleari, la cui costruzione è stata bocciata in massa dalla popolazione italiana. Paura e spesso anche un pizzico di disinformazione hanno provocato il risultato.
Certo Marie Curie con i suoi studi non avrebbe mai immaginato che saremmo arrivati a questo punto, e nelle sue intenzioni non c’era affatto il pensiero che i suoi studi potessero portare a tali polemiche e a sviluppi tecnologici addirittura pericolosi per il mondo intero. Tutto ciò che è avvenuto in seguito non ha niente a che vedere con i suoi meriti, e non toglie nulla alla straordinaria importanza del suo lavoro e alle sue capacità. Marie Curie resta u punto di riferimento per la comunità scientifica e come detto un punto di riferimento per tutte le donne. Google oggi decide di omaggiarla con un logo che ne ricorda l’anniversario della nascita e che consente al grande pubblico del motore di ricerca più famoso al mondo di riscoprire un personaggio che a suo modo ha contribuito alla nostra storia moderna. Una iniziativa apprezzabile che conferma l’attenzione dei loghi di Google nei confronti di personaggi meno celebri ma altrettanto meritevoli di attenzione. Vedremo cosa ci regalerà Google in futuro, certamente riserverà altre sorprese come ha fatto nel recente passato.
Quindi la medicina nucleare avrebbe una accezione negativa e sarebbe un “effetto collaterale”??
La paragoniamo addirittura alla bomba???
la medicina nucleare salva ogni anno migliaia di persone
‘…c’è anche chi la ritiene responsabile di aver fatto da precursore a tutto ciò che oggi si ricollega all’atomo come accezione NEGATIVA: le bombe atomiche, le centrali nucleari e la MEDICINA NUCLEARE’.
Non esprimo pareri sulle centrali nucleari ma etichettare come NEGATIVA la medicina nucleare che ogni giorno permette di diagnosticare numerose malattie e salvare vite umane è davvero ridicolo. Vorrei sapere chi la critica in caso di frattura rinuncerebbe coerentemente alla radiografia e si farebbe ingessare ‘alla cieca’.
La colpa dell’uso negativo delle scoperte o dei risultati di ricerche scientifiche non è del ricercatore ma dell’utilizzatore.
Dobbiamo Inchinarci davanti a persone come Marie Curie e tanti altri che in silenzio e il più delle volte in povertà lavorano per migliorare la nostra esistenza. Devo però purtroppo constatare (con rassegnazione)che siamo più propensi a esaltare e a glorificare persone che pensano solo a se stessi, impegnati fare soldi; quali la maggioranza dei politici, dei calciatori, e di molti, molti ignoranti, prevaricatori ed arroganti che occupano, da divi inutili e dannaosi, la ribalta dell’attualità italiana e mondiale