E’ iniziato il 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni. Il sito è andato totalmente in tilt questa mattina a causa di un numero troppo elevato di utenti che si sono registrati e approntati per compilare il questionario. Sul sito dell’Istat si legge: “Rispondere è un dovere, lo dice la legge, ma soprattutto è fondamentale per mettere in luce le caratteristiche del nostro Paese. Le informazioni che ci fornirai sono tutelate dalle disposizioni in materia di segreto statistico e sottoposte alla legge sulla protezione dei dati”.
Il questionario arriverà a casa e se non lo avete ancora trovato nella cassetta della posta: non allarmatevi! Presto arriverà anche a voi. A questo punto, una volta avuto tra le mani il plico con il questionario avetre tre opzioni per consegnarlo: via internet, negli Uffici postali o nei centri comunali di raccolta del tuo Comune.
Ovviamente consegnarlo online è molto più semplice e vi permette di non fare code fuori casa. L’unico inconvenient
e però è quello di mandare in tilt il sito (così come è accaduto) a causa dell’afflusso innumerevole di utenti loggati.
Se non riuscite immediatamente a registrarvi e a compilare e consegnare il questionario online allora riprovate dopo un pò di tempo.
Termine di scadenza consegna questionario: entro il 23 dicembre 2011 nei comuni con meno di 20.000 abitanti; entro il 31 gennaio 2012 nei comuni tra 20.000 e 150.000 abitanti; entro il 29 febbraio 2012 nei comuni con più di 150.000 abitanti.
Il censimento 2011 vuole dunque sapere “Chi siamo? Quanti siamo? Dove viviamo?”. A tali domande dovranno rispondere circa 25 milioni di famiglie italiane. Si tratta del 15esimo censimento della popolazione. Ricordiamo che i questionari non compilati saranno ritirati di persona dal 21 novembre da rilevatori comunali.
Io sono un po’ stanca di pagare le tasse e vedere disastri come quello del censimento.
Da non dimenticare che i soldi per fare questi disastri sono i nostri.
E loro guadagnano stipendi a 5 zeri, e ora se la ridono.
E’ in questi casi che sono sempre più tentata di andare all’estero, ma resisto, mi sento ancora italiana, anche se pirla.
Per quelli dell’ISTAT consiglio vivamente di andare a raccogliere la frutta in campagna!