In Italia sono i giorni del censimento, il plico arrivato a domicilio a tutte le famiglie italiane ed è disponibile il sito per l’inserimento online dei dati individuali. Insomma tutto pronto per il Censimento 2011. Si tratta della quindicesima rilevazione statistica grazie alla quale sarà possibile avere un quadro preciso della situazione della popolazione italiana.
Va detto che per completare la raccolta dati bisognerà attendere la primavera 2012. Ma nel frattempo ci saranno tre scadenze da rispettare: fine anno per i comuni con meno di 20.000 abitanti, gennaio per quelli fino a 150.000 e febbraio per le cittadine di dimensioni maggiori.
Come funzionano le consegne? ci si affida agli italiani, con la scomparsa della figura dell’addetto scelto dall’Istat.

Dovrete inoltrarlo agli uffici postali, ai centri di raccolta comunali oppure via internet. Una vera e propria rivoluzione dal momento che si tratta del primo censimento con questa modalità.
Un sito che però non sembra essere adeguato alla massa di esigenza che l’evento richiede, dal momento che pare abbia già subito intoppi e rallentamenti.
Ma le riparazioni sono già in corso, nel frattempo Istat ricorda che che per avere accesso ai servizi online è necessario utilizzare la password univoca riportata sul plico ricevuto per posta tradizionale.
L’altra novità di questo censimento, oltre alla rivoluzione tecnologica, è la necessità di conteggiare anche le coppie conviventi e gay. Di qui gli appelli delle associazioni gay e dei promotori di questa iniziativa, come Anna Paola Concia del PD e la radicale Emma Bonino, alle coppie di fatto di partecipare per sfruttare un diritto importantissimo.
Emma Bonino: «Io invito tutti quanti a parlare il linguaggio della verità. Già molti accusano la politica di ipocrisia o di non affrontare la verità, io volevo chiedere a tutti di non avere paura: chi è convivente scriva che è convivente. E se è convivente con persone dello stesso sesso lo scriva. Io credo che questo atto di coraggio, che poi in un paese normale dovrebbe essere assolutamente normale, mi auguro che lo facciano e lo facciano tutti.»
Enrico Giovannini, presidente dell’Istat: “Il censimento è un rito collettivo che celebra le diversità nell’unità. Le informazioni che l’operazione censuaria ci restituirà rappresentano un patrimonio insostituibile non solo per chi ha la responsabilità di stabilire strategie di sviluppo e assumere decisioni nell’interesse del Paese, ma anche per le imprese che vogliono programmare e pianificare attività e progetti, offrire servizi, e per i cittadini, per monitorare politiche e interventi sul territorio. Per questo motivo il censimento è un dovere civico, ma anche un importante contributo alla conoscenza del nostro Paese e al suo sviluppo futuro”.
Ancora una volta mi devo vergognare di essere italiano, pur rimanendone comunque fiero.
Ma come si può non aver previsto questo picco?
Ed è solo il primo di una sfilza incredibile di errori, come ad esempio non aver indicato la data di fine censimento.
Ed erano tutte cose prevedibili, come si vede qui:
http://www.spiritum.it/?p=1149
Sarebbe più che giusto togliere un mese di paga a quelli dell’ISTAT!!!
Secondo me non accadrà mai!
🙂