Sono sempre i vestiti di Parolisi uno degli elementi chiave delle indagini per l’omicidio di Melania Rea. I carabinieri hanno posto nelle scorse settimane sotto sequestro gli indumenti che il caporal maggiore indossava il giorno della scomparsa della moglie e del probabile omicidio. Vestiti che secondo alcuni filmati Parolisi aveva scelto di indossare anche una settimana prima dell’omicidio, sempre nello stesso luogo.
Coincidenza, abitudine o tentativo di crearsi un alibi in caso di eventuale ritrovamento di tracce? Tracce che per il momento non sono ancora state trovate, ne sugli indumenti nel sotto il tappetino della macchina. Quello che in un primo momento sembrava sangue, è risultato essere materiale non ematico. Esiste anche la testimonianza de vicini di casa di Parolisi che nella notte tra il 18 e il 19 aprile, dopo la scomparsa di Melania, hanno stranamente udito la lavatrice funzionare in un orario insolito. Altra coincidenza o tentativo di rimuovere tracce? Sempre a proposito di tracce, l’accusa ha mostrato un filmato in cui si vede, il 23 aprile, molte persone attraversare il luogo dove era stata uccisa Melania. L’accusa vuole così dimostrare che le impronte trovate sul luogo del delitto possono appartenere a persone transitate di lì successivamente.
Lo scopo dell’accusa è demolire la tesi della difesa secondo cui il delitto è stato compiuto da più persone e non solo da una. Una strategia che punta a mostrare come l’impianto accusatorio al momento sia poco preciso e ancora scevro da punti di forza. In effetti finora nonostante molti indizi e la convinzione dell’accusa che Parolisi sia il responsabile dell’omicidio pluriaggravato e del vilipendio della moglie Melania Rea, non è stata ancora trovata la prova regina che lo inchiodi. E il passare delle settimane rende sempre più difficile il lavoro dei pm.