Da oggi sono scattati gli inevitabili rincari conseguenza diretta dell’aumento dell’Iva al 21%, provvedimento preso con la Manovra Finanziaria 2011 e che dovrebbe garantire alle casse dello Stato un introito decisivo per raggiungere l’obiettivo del pareggio del debito dello Stato nei prossimi tre anni.
Conseguenza diretta dell’aumento dell’Iva di un punto, che dal 20% sale così al “1%, sarà secondo le stime un costo in più per le famiglie di 180 euro all’anno, e questo solo considerando la spesa quotidiana.
In totale è stato calcolato che l’aumento dell’Iva dal 20 al 21% riguarderà circa un terzo dei prodotti alimentari. la media calcolata è stata di una spesa maggiorata di circa 50 centesimi al giorno. Può sembrare poco, ma come detto si tratta di un aumento totale annuale di circa 200 euro. Che per molte famiglie è una cifra che può complicare i bilanci.
La stima è stata fatta da Federalimentare, comunicata in occasione del Forum dei Giovani imprenditori a Borgo Egnazia di Savelletri (Brindisi). I prodotti sui quali la super Iva inciderà sono alcune categorie di prodotti comunemente acquistate quali acqua minerale, vino, tè, caffè e birra.
Va detto che il governo aveva anche ipotizzato di applicare l’aumento dell’Iva su una percentuale del 2%. Era stato ipotizzato di portarla al 22% per un trimestre all’anno. Per il momento, per fortuna verrebbe da dire, l’idea è stata accantonata.
Buongiorno, la redazione del nostro portale, come forma di protesta contro un provvedimento che, come al solito, penalizza sempre chi lavora, da oggi riduce il costo di iscrizione al portale di 20 Euro. In funzione di ciò, l’Iva versata, sarà addirittura inferiore a quella precedente. Basta far pagare sempre Pantalone!
Solo un piccolo chiarimento. L’aumento dell’iva dal 20 al 21% non significa un aumento percentuale dell’1%, bensì del 5%. Dato che prima su 100 euro ne davamo 20 allo stato e adesso ne diamo 21, tra 20 e 21 c’è esattamente il 5% di differenza non l’1%.
Meditate gente, meditate!